S'infittisce lo scambio di vedute tra comitati pro e contro il filobus e si surriscalda la polemica. Il coordinamento No Filovia ha maldigerito l'offensiva di Sos Inquinamento, cioè di Torlontano (che minaccia denunce in procura) e Foschi, che sui giornali di ieri ha promosso il Filò ovvero ha auspicato in città un trasporto pubblico a basso inquinamento per migliorare la qualità dell'aria. Per tutta risposta il popolo della strada parco continua a battersi per conservare così com'è la striscia d'asfalto immersa nel verde, diventata un'oasi irrinunciabile per molti, se non per tutti. In una nota, gli anti-filovia addirittura dicono di considerare inutili le domeniche ecologiche che l'amministrazione comunale ha annunciato per novembre. Intanto il confronto politico registra la voce di Antonella Allegrino, esponente dell'Italia dei valori, che chiede un Consiglio provinciale straordinario sulla filovia.
Insomma, chi credeva che con l'avvio del cantiere della Balfour Beatty polemiche e resistenze si sarebbero smorzate si è sbagliato di grosso. Mai come in questo periodo è acceso, vivace e teso il confronto sul destino di una porzione di città che ha cambiato, beninteso in meglio, la qualità della vita di chi sulla strada parco va a passeggiare in bicicletta o a piedi con i nipotini in carrozzina o con il cane al guinzaglio. Al cordinamento No Filovia sollecitano altre soluzioni per contrastare il mal di traffico e lo smog che avvelena Pescara. «Durante le domeniche ecologiche di marzo scorso le analisi registrate dalle centraline Arta poste in Via Firenze, Via Sacco, Viale Bovio e Piazza Grue rivelarono polveri sottili alle stelle anche nella maxi isola pedonale - scrivono in una nota - e addirittura domenica 21 marzo al blocco del traffico seguì un aumento delle polveri sottili...». Questo per dire che la strada parco senz'auto e senza filobus aiuterebbe a respirare meglio e che semmai il filobus, «senza pali e senza fili, va fatto correre nelle zone veramente inquinate della città, secondo i dati Arta».
Posizioni, queste, che hanno spinto Antonella Allegrino a richiedere un supplemento d'indagine, una riflessione approfondita benché la Gtm, società appaltatrice, abbia già detto di non voler tornare indietro. «Sulla filovia serve un confronto aperto e sereno fra associazioni, tecnici e istituzioni, che sia allargato a tutto il territorio provinciale per chiarire ogni dubbio su iter e prospettive e farsi un'idea libera da preconcetti e strumentalizzazioni - ha detto la consigliera dell'IdV -. Un confronto da portare al più presto in seno ad un Consiglio Provinciale straordinario, come ho personalmente richiesto con il sostegno di tutti i consiglieri IdV, Pd e i consiglieri Teodoro e Ruggiero».