PESCARA - Sarà un giorno di attesa, un consiglio regionale come tanti. Solo qualche pedina spostata, tre assenti e una consigliera come Daniela Stati in standby, un gruppo nuovo di zecca come Fli che come un elastico si tende e si ritira senza spezzarsi mai, il vice presidente ben saldo per il momento al suo posto e malumore a mille. Quello dei consiglieri regionali che non perdonano a Nazario Pagano di aver convocato l'assemblea nel giorno dei morti e quindi utile per un week-end lungo: ma il ricordo delle ferie lunghe di Pasqua spalmate per quaranta giorni a cavallo dell'anniversario del terremoto brucia ancora, e allora Pagano ha pensato che è meglio fare la figura del secchione.
Consiglio di attesa, perchè in settimana si verificano due appuntamenti decisivi: il tribunale del riesame si pronuncerà sull'obbligo di dimora di Lanfranco Venturoni, e mercoledì il parlamentare Daniele Toto probabilmente ufficializzerà il suo passaggio a Futuro e libertà. In contemporanea si dovrebbe anche conoscere la sorte del neo coordinatore regionale Giampiero Catone, dato in partenza dallo stesso Fabio Granata. Una mossa che cambierebbe le sorti di Fli in Abruzzo perchè Catone viene visto come un deterrente a nuove adesioni e alla crescita del partito, mentre Toto teoricamente potrebbe favorire l'avvicinamento dei consiglieri regionali Daniela Stati e Antonio Prospero. Quest'ultimo partito con Ricardo Chiavaroli e Franco Caramanico per l'Argentina nella veste di consiglieri Cram. Per una volta Mauro Febbo è rimasto a casa, forse in attesa della staffetta con Castiglione per la vice presidenza della Regione.
A ruota, subito dopo la pronuncia del tribunale del riesame, Gianni Chiodi dovrebbe dare via al rimpasto di giunta. Anche se prima, e a partire da oggi, dovrà affrontare il suo gruppo consiliare, pronto a chiedere la testa di Castiglione. I pidiellini, capitanati da Lorenzo Sospiri, esigono che il governatore faccia pagare un "prezzo" a Castiglione per il suo voltafaccia e chiedono spiegazioni in merito al tappeto rosso steso da Chiodi e da Piccone all'assessore regionale nel giorno della conferenza stampa in cui ha ufficializzato il suo ritorno a casa. Una volta celebrato il processo e fissata la pena per Castiglione, Chiodi dovrà riempire le due caselle vuote, quella lasciata da Daniela Stati e quella di Venturoni nel caso in cui il Riesame dovesse rigettare l'istanza e lasciarlo a Teramo ancora per un po'. Il rimpasto presuppone il rimescolamento delle deleghe, l'attribuzione di una delega più leggera per Castiglione (probabilmente il Personale che in molti vogliono venga sottratto alla Carpineta), la vice presidenza a Mauro Febbo e l'ingresso in giunta di un aquilano. Senza contare l'incognita Fli: se si dovesse verificare l'adesione ai futuristi di altri due consiglieri regionali, che così arriverebbero a quattro, allora sicuramente il partito di Fini rivendicherebbe per sè un assessorato. Un primo confronto sul rimpasto ci sarà domani a Roma, in occasione del convegno organizzato da Altero Matteoli sulla magistratura.
Il Pdl è invece dell'idea di lasciare vuota la casella di vice coordinatore del partito a Pescara, quella occupata da Alfredo Castiglione prima della sua piroetta dal Pdl a Fli e ritorno. I congressi regionali e provinciali si celebreranno entro la fine di novembre e per quella data verranno eletti i nuovi vertici. La casella pescarese, in quota Matteoli, potrebbe finire ad Armando Foschi o a Marcello Antonelli. Per il coordinamento regionale, tutto secondo copione. Piccone o Di Stefano dovrebbero essere confermati alla guida del partito. Più il secondo del primo.