Sfida per il titolo di "Città europea dello sport", ma non solo
Nella sfida per il titolo di "Città europea dello sport" Pescara gioca domani sera una delle carte vincenti per eccellenza in Abruzzo: la cucina. E cosa c'è di meglio di una Bandiera, con la maiuscola, per tenere alto l'onore abruzzese? Saranno infatti i piatti di Marcello Spadone, chef del ristorante La Bandiera di Civitella Casanova a deliziare i 70 ospiti del comitato, soprattutto quelli dell'Aces, invitati per "assaggiare" le potenzialità della candidata Pescara. Per una sera l'aula consiliare, "luogo sacro" della politica, sarà trasformata in ristorante: violare quella sacralità si può, anzi si deve avrà pensato il sindaco Luigi Albore Mascia, che vuol prendere i giudici per la gola. Lo spettacolo coreografico con Fabrizia D'Ottavio protagonista - «bellissimo» assicura chi l'ha già visto all'ex Aurum - sarà lo spot di una serata forse decisiva per il verdetto atteso a fine mese. Pescara ci spera, anzi ci crede, consapevole d'avere le carte in regola per meritare il titolo di "Città europea dello sport" per il 2012, grazie alle credenziali conquistate con i Giochi del Mediterraneo 2009. Insomma, Pescara è da sempre città dello sport, qualche passo in più deve farlo semmai per diventare "europea": il recupero dell'ex Cofa può essere un primo passo.
Vincere il titolo significa ospitare eventi internazionali, dragare finanziamenti europei e sviluppare un turismo sportivo che per Pescara può rivelarsi una manna. Per inciso, era "Città europea dello sport" Amsterdam che ha appena ospitato i mondiali di ginnastica. Per il 2011 in Italia ha prevalso Parma, che ha già in calendario ben 250 eventi. Pescara affronta la sfida per il 2012 con sano entusiasmo da provinciale. Ciò detto, le rivali meritano rispetto ma non fanno paura. Viterbo e Firenze sono le altre italiane in lizza e non è detto che l'una escluda le altre: sono nove le candidate in tutta Europa che saranno premiate dall'Aces. La politica come al solito ha il suo peso, è noto che l'Aces in Italia è emanazione di un movimento sportivo vicino a Forza Italia, non a caso ogni città ha schierato la propria "squadra" di parlamentari, esponenti di partito e dirigenti sportivi a sostegno della causa.
Se Firenze si fa forte della sua dimensione regionale, ad appassionare di più è il "derby" del centro Italia tra Pescara e Viterbo, città oggi rivali nello sport e non solo. L'imprenditoria abruzzese ha mostrato i muscoli proprio contro Viterbo nel proporsi come terzo aeroporto di Roma, in vista del dichiarato ridimensionamento di Ciampino. Nonostante ambizioni e promesse della politica in casa laziale, Pescara appare in netto vantaggio sui due fronti: perché l'aeroporto ce l'ha già e, pur con la difficoltà di far quadrare i conti, funziona; a Viterbo il ministro Matteoli auspicava un anno fa il completamento dei lavori per l'aeroporto entro il 2013, previsione oggi slittata al 2020. Senza dimenticare che Ryanair ha comunicato che a Viterbo non andrà mai; per non parlare delle carenti arterie di collegamento tra Viterbo e la Capitale, sia stradali che ferroviarie. Benché più distanti in chilometri, è nei tempi che Pescara e Roma si avvicinano di molto grazie all'autostrada. In tema di strutture sportive il discorso non cambia: Viterbo sta pianificando solo ora la realizzazione di impianti che Pescara può già vantare, per altro in ottime condizioni. L'assessore Nicola Ricotta ne promette altri in arrivo, come i campi da rugby e da calcio in erba sintetica ai gesuiti. Avanti così. E buon appetito.