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Pescara, 16/04/2026
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Data: 02/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Finanziaria, modifiche per 4,5 miliardi. Vegas: condivisibili ma la manovra è blindata

ROMA Parlamentari di maggioranza e di opposizione hanno votato nelle diverse commissioni della Camera emendamenti condivisi. Ma le diverse richieste, sommate l'una all'altra, raggiungono quota 4,5 miliardi. Così il governo è orientato a blindare la nuova «Legge di Stabilità». Anche perchè, una volta passato il treno veloce della nuova Finanziaria cartolare, è atteso l'arrivo di un nuovo «Frecciarossa»: il decreto che servirà a rifinanziare le spese ineludibili e misure per lo sviluppo con una dote di circa 7 miliardi di euro. Al quale si potrà aggiungere, prima della fine dell'anno, il progetto di riforma del fisco, per il quale è in corso il lavoro di ricerca di risorse, tra spese da ridurre e beni da dismettere.
Per ora il focus rimane concentrato sulla nuova Finanziaria. Oggi i 516 emendamenti presentati saranno sottoposti al vaglio di ammissibilità: il controllo riguarderà sia la copertura che la coerenza con le nuove regole di finanza pubblica: sono ora vietate tassativamente le micro-misure e le norme finalizzate solamente a rilanciare lo sviluppo. La legge di stabilità - è previsto - deve essere cartolare.
Il governo ha fatto, per il momento, una prima verifica sulle proposte di modifica presentate. I soli emendamenti approvati nelle diverse commissioni parlamentari, e che ora approdano al voto della commissione Bilancio, peserebbero 4,5 miliardi sui conti 2010 e 1,5 miliardi per gli anni successivi.
«Sono d'accordo su molte delle esigenze che vengono avanzate - afferma Vegas contattato telefonicamente - ma poi come sempre si devono focalizzare le risorse sulle priorità, sulle cose che servono e alle quali non si può rinunciare». Così, in attesa del decreto sviluppo, è molto probabile che non saranno approvati emendamenti, con un iter blindato. «Verrà applicato il criterio di Henry Ford, secondo il quale tutto quello che non c'è non si rompe - spiega il viceministro -. Tradotto in termini di conti pubblici, significa che tutto quello che non c'è non costa».

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