ROMA. Nella gara degli incentivi scattata lo scorso 15 aprile quattro dei dieci settori economici interessati (motocicli, nautica, macchine agricole, banda larga) hanno esaurito i finanziamenti loro destinati. I motorini ad esempio, hanno bruciato nel giro di poche settimane oltre 10 dei 12 milioni di euro messi a disposizione.
A distanza di sei mesi dall'istituzione del fondo a sostegno dei consumi, il ministero ha fatto un bilancio della prima tranche. Sono oltre 925mila i contributi concessi, per un totale di 189 milioni di euro di risorse erogate su 300 milioni originariamente stanziati.
La nautica ha superato quota 12 milioni nelle prime due settimane. Ci sono voluti poi due mesi perché il settore desse fondo al suo budget di 20 milioni di euro. La quasi totalità dei bonus (quasi 19 milioni di euro) è stata richiesta per l'acquisto di 155 stampi industriali per scafi da diporto, il restante milione per l'acquisto di 1.300 motori fuoribordo.
Per i trattori invece, sono stati sfruttati 16 dei 20 milioni nell'arco del primo mese e successivamente anche i restanti 4 milioni di euro, per un totale di 4.297 macchine agricole acquistate. Due categorie che non hanno esaurito la dotazione iniziale sfruttando quasi 90 dei 111 milioni di incentivi sono le cucine componibili e gli elettrodomestici. Con oltre 35 dei 50 milioni di euro stanziati, sono state acquistate a condizioni agevolate, più di 50 mila cucine a gas, quasi 90 mila forni elettrici, oltre 176 mila lavastoviglie, più di 105 mila piani di cottura. Cifre a cui si sono aggiunte oltre 78.200 cucine componibili per un totale di 54 milioni di euro erogati a fronte dei 60 milioni disponibili.
Tra i settori meno richiesti, efficienza energetica industriale (sono stati erogati solo lo 0,21 per cento dei fondi), gru (ferme al 16,6 per cento) e immobili ad alta efficienza energetica (26 per cento). Lo sblocco della seconda tranche del fondo, che ridistribuisce i 110 milioni di euro non prenotati, ha dato anche il via libera, da parte dei ministeri dell'Economia e dello Sviluppo, alla procedura di saldo dei contributi spettanti a rivenditori (e agli acquirenti per i soli immobili ad alta efficienza energetica), in relazione alle pratiche di incentivo inviate nei mesi scorsi tramite Poste italiane. (a.d'a.)
TASSO VARIABILE
Euribor su, mutui più cari
ROMA. «Torna la preoccupazione per i detentori di mutui a tasso variabile, circa il 75% dei mutuatari». Adusbef e Federconsumatori spiegano che con l'Euribor che è tornato a salire si verificano effetti salati sui mutui indicizzati: ogni crescita di un quarto di punto nell'Euribor - ha calcolato l'Adusbef - comporta aumenti anche di 300 euro l'anno per mutui da 200mila euro a 20 o 25 anni. L'Adusbef calcola che ogni crescita dello 0,25% nell'Euribor comporta aumenti che vanno dagli 11,5 euro circa per la rata mensile di un mutuo da 100mila euro a 10 o 15 anni (per un totale di 138 euro l'anno) ai 25 euro per la rata mensile di un mutuo da 200mila euro (circa 300 euro l'anno).