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Pescara, 16/04/2026
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Data: 02/11/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Il Pd tuona contro l'immobilismo. «Chiodi sta confondendo il funerale con la festa. Con quali risorse sarà garantita la tenuta del sistema dei trasporti dopo un taglio di spesa pari a 50 milioni di euro?»

PESCARA. L'appello delle associazioni imprenditoriali e dei lavoratori per l'apertura di una «Vertenza Abruzzo» trova il Partito democratico ai blocchi di partenza di una grande mobilitazione. «Il Pd», dice il segretario regionale, Silvio Paolucci, «è pronto a sostenere in Consiglio regionale le scelte strategiche per il rilancio dell'Abruzzo e l'agenda che le Parti sociali hanno definito, a condizione che non si posizionino su un binario morto. Chiodi», prosegue Paolucci, «non se n'è reso conto, ma non c'è più ossigeno per le imprese, né per le famiglie. L'allarme delle associazioni è un fatto epocale, destinato a fare storia. Il presidente non può rispondere con un Dpefr di 200 pagine vuote: bisogna reagire con forza, indicare 4-5 azioni da intraprendere subito per consentire all'Abruzzo di tornare a respirare».
La lettura della realtà economica da parte del principale partito di opposizione non guarda al bicchiere mezzo pieno della ripresina 2010 indicato dal governatore Chiodi. «In questi mesi di mandato, il governatore ha confuso il funerale con la festa» attacca Camillo D'Alessandro, che ieri ha riunito in piazza Unione il gruppo politico regionale per ricordare che le dichiarazioni congiunte di Confindustria e sindacati «denunciano il patologico stato in cui versa l'Abruzzo».
Assieme ai consiglieri Marinella Sclocco, Peppino De Luca e Giuseppe Di Pangrazio, D'Alessandro tuona «contro l'immobilismo. Dal Documento di programmazione economico e finanziario della giunta Chiodi non emerge la diagnosi e neppure la cura. Ci preoccupa che il Dpefr si limiti a essere un'inutile narrazione, condita da numeri di legge, tabelle e nulla di più. La grande assente è un'idea di Abruzzo». Ma è soprattutto la mancanza di cifre chiare a spaventare il Pd e ad accendere il confronto politico: quante sono le risorse comunitarie disponibili? A quanto ammontano i fondi Fas, saranno davvero attivabili entro il 2011? E ancora: quante sono le opere infrastrutturali finanziabili, perché il Master plan è scomparso dal Documento di programmazione e con quali risorse sarà garantita la tenuta del sistema dei trasporti dopo un taglio di spesa pari a 50 milioni di euro? «Senza conoscere le risorse disponibili, come si può immaginare una programmazione della spesa?», si chiede D'Alessandro che poi aggiunge: «Il tempo che stiamo vivendo sarà ricordato come una fase storica fondamentale, perché tutto sta cambiando. Per questo noi diciamo che sono neccessarie scelte all'altezza dei tempi. Non un gruppo di bolscevichi sta chiedendo al governatore come uscire da questa crisi, ma tutto il mondo del lavoro e dell'impresa invoca cose sacrosante, perché c'è tanta gente che non ce la fa e perché i colori della realtà sono molto diversi da quelli dipinti da Chiodi. Di fronte a un appello come quello che gli è stato rivolto, il governatore avrebbe dovuto rispondere subito, con una convocazione delle Parti sociali. Al contrario, registriamo ancora una volta il suo silenzio». Il Pd attacca anche sul fronte del disavanzo sanitario e mostra il grafico di una tabella allegata al Dpefr (vedi sopra). «Preoccupa», riprende D'Alessandro, «la dinamica del disavanzo sanitario che dopo cinque anni (2005-2009) è tornato a crescere di 25,6 milioni di euro. Durante il governo di centrosinistra, il disavanzo era sceso di 361 milioni in soli tre anni». Sui dati in ripresa del disavanzo sanitario, Chiodi liquida così la contestazione del Pd: «Imparino a leggere le tabelle! Il dato in tabella è previsionale, ma il 2010 non è ancora finito e noi sappiamo già che staremo sotto la cifra programmata». (f.c.)

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