CHIETI. «Tassisti teatini discriminati all'aeroporto d'Abruzzo». La Confartigianato grida allo scandalo e il sindaco Umberto Di Primio scrive una lettera di protesta a Giandonato Morra, assessore regionale ai Trasporti, per chiedere una pronta risoluzione del problema. «Si sta avallando una posizione di illegittimità. Bisogna subito» dice il sindaco «ripristinare le regole».
La legge liberalizza, di fatto, il servizio di piazza dei taxi negli aeroporti. Lo scalo aeroportuale non fa eccezione. Non a caso, nell'aprile scorso, l'ente di direzione aeroportuale (Enac) ha firmato un'ordinanza che permette ai titolari di una licenza taxi iscritti negli elenchi dei Comuni capoluogo di regione, delle rispettive Province e del Comune di San Giovanni Teatino, su cui insiste parte dello scalo aereo, di fruire, sia in ingresso che in uscita, degli spazi aeroportuali.
Un provvedimento che non è andato certamente giù ai tassisti pescaresi. Sono nate così battaglie legali e aggressioni, non solo verbali, ai danni dei tassisti teatini. Che sono in tutto sedici. Di questi, nove appartengono al consorzio Cometa, un marchio della Confartigianato che conta complessivamente su ventuno associati che gravitano sull'intera area metropolitana.
Proprio i tassisti teatini del consorzio Cometa sono stati i più bersagliati dai colleghi di Pescara. Dopo le rimostranze della Confartigianato, la situazione è tornata alla normalità fino ai giorni scorsi. Ma è stata solo una tregua, perché la tensione tra i tassisti di Chieti e Pescara è salita di nuovo alle stelle.
«Da una decina di giorni una parte dei tassisti della città adriatica» afferma Luigi Colalongo, presidente regionale Confartigianato Taxi e vicepresidente del consorzio Cometa, «sosta con un atto intimidatorio negli stalli dell'aeroporto anche con taxi fuori turno creando un problema di ordine pubblico».
Uno stato di agitazione immotivato che, a quanto pare, ha indotto il direttore dell'Enac Mario Miceli a firmare, il 28 ottobre scorso, una nuova ordinanza che riporta l'egemonia pescarese nell'aeroporto d'Abruzzo. Per i tassisti teatini, insomma, un'altra beffa.
«Stiamo subendo gravissime perdite economiche. Abbiamo contratti di lavoro per servizi taxi da e per l'aeroporto, ma queste continue sospensioni» riprende Colalongo «ci faranno perdere, costringendoci a pagare delle penali».
La Regione è l'unico soggetto istituzionale che può risolvere la diatriba in aeroporto. «Serve al più presto», dice Daniele Giangiulli, «un decreto che regolamenti l'accesso in aeroporto come prevede la legge».