PESCARA - L'ultimo tentativo Silvio Berlusconi l'ha fatto ieri sera, tappeti rossi e teste importanti servite sul vassoio d'argento del Pdl, candidature certe e poltrone offresi, sottosegretariati coordinamenti quello che vogliono, deputati venghino venghino. Venghino proprio per niente, nel senso che non resta con il premier Daniele Toto, parlamentare pidiellino fino a ieri sera, che di promesse e di lunsighe forse non sa più che farsene. Se ne va lui e se ne vanno altri tre parlamentari pidiellini che ieri hanno risposto picche al premier e oggi a Roma ufficializzeranno l'addio alle truppe berlusconiane e il passaggio con Gianfranco Fini. Ci ha provato fino alla fine Berlusconi ad evitare l'ultimo doloroso strappo che porterà il Fli a quota quaranta, ma a quanto pare non ce l'ha fatta, d'altronde Toto aveva già deciso ben prima del Ruby-gate e delle parole pesanti pronunciate da monsignor Bruno Forte, ai cui insegnamenti è molto sensibile, durante la sua omelia domenicale a Vasto contro la politica che ha perso dignità. Via con Fini e domenica a Perugia per decidere la linea da seguire. E sempre oggi dovrebbe essere ufficializzata dai vertici futuristi la revoca del coordinatore Giampiero Catone che tanto malumore ha determinato in Abruzzo, Castiglioniani a parte. Il taglio della testa dell'ex segretario di Buttiglione è stato già annunciato domenica scorsa da Fabio Granata, no a scelte calate dall'alto, no a organizzazioni di partito che creano divisioni e soprattutto massimo ascolto della base, ha detto il più ultrà dei finiani generando entusiasmo alle stelle da parte degli abruzzesi sul sito di Generazione Italia. Al suo posto dovrebbe essere nominato proprio Daniele Toto, mentre il responsabile organizzativo Emilio Nasuti diventerà il numero due.
Evitato il trasloco di Castiglione, la giunta regionale di centrodestra però si troverà su un vero e proprio ring a causa del nuovo vestito che indosserà in Abruzzo il partito di Gianfranco Fini. Dal punto di vista di Gianni Chiodi, il passaggio di Toto nelle truppe finiane non promette nulla di buono, e assaggi tosti la giunta di centrodestra li ha già potuti fare quando il parlamentare era ancora organico al Pdl, figuriamoci ora. Sarà importante capire anche che tipo di mission avrà Fli in Abruzzo, quale compito e quale capacità di manovra verrà assegnata a Daniele Toto. Perchè una cosa è chiara: il nipote del patron di AirOne esce dal Pdl in aperta polemica con i vertici abruzzesi e con lo stesso Chiodi, e probabilmente non si accontenterà di suonare il violino alla maggioranza di centrodestra. L'ultimo richiamo all'etica e alla responsabilità, per invocare le dimissioni di Lanfranco Venturoni arrestato per lo scandalo rifiuti, dovrebbe suonare da campanello di allarme per Chiodi & c.