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Data: 19/10/2006
Testata giornalistica: Ansa
Autostrade. Ue apre procedura formale

(ANSA) - BRUXELLES - L'Antitrust Ue ha concluso in via ''preliminare'' che l'Italia ha violato, con il suo stop alla proposta fusione Autostrade-Abertis, l'Art. 21 del regolamento comunitario sulle fusioni, che da' a Bruxelles la competenza esclusiva sulle fusioni di dimensioni comunitarie. L'Italia, ha dichiarato la Commissione Ue in un comunicato, ha adesso 10 giorni per rispondere all''analisi preliminare' dell'Esecutivo europeo. Questa, non equivale comunque ad una procedura d'infrazione, che nel suo iter prevede anche il deferimento alla Corte di Giustizia Ue. ''La Commissione e' giunta alla conclusione preliminare secondo cui l'Italia ha violato l'Art.21 del regolamento sulle fusioni per aver posto ostacoli ingiustificati alla fusione tra la spagnola Abertis e l'italiana Autostrade'', si legge nella nota. Se la conclusione preliminare della Commissione fosse confermata, spiega il comunicato, Bruxelles ''potrebbe adottare una decisione per stabilire che l'Italia ha violato l'Art. 21 del regolamento sulle fusioni e richiedere che la decisione dell'Anas e/o l'opinione dei ministri siano revocate o siano dichiarate non applicabili''. I tecnici della Direzione generale (Dg) Concorrenza ricordano che la Commissione europea ha approvato la proposta fusione lo scorso 22 settembre e sottolineano: ''Questa e' una fusione di dimensioni comunitarie, che rientra nella competenza esclusiva della Commissione, ai sensi del regolamento sulle fusioni''. In particolare, precisa Bruxelles, la Commissione ha ''seri dubbi riguardo alla compatibilita' con l'Art. 21 del parere vincolante espresso dai ministri delle Infrastrutture e dall'Economia il 4 agosto 2006, nonche' della decisione adottata il 5 agosto 2006 dall'Anas, con le quali e' stata respinta la domanda di Autostrade in merito alla fusione con Abertis''. Secondo la conclusione preliminare della Commissione, spiega la nota, queste misure ''non sono appropriate per la tutela di interessi legittimi compatibili con i principi generali e le altre disposizioni di diritto comunitario''. Il parere dei ministri e la decisione dell'Anas, prosegue la nota, si basano entrambe sulla ''preoccupazione'' che il gruppo risultante dalla prevista fusione ''possa non essere in grado di realizzare propriamente gli investimenti richiesti per mantenere e migliorare la rete autostradale e di soddisfare i necessari standard qualitativi e di sicurezza''. Tuttavia, nella sua conclusione preliminare, la Commissione europea afferma: 1) ''La base giuridica e reale su cui si basano queste preoccupazioni non e' chiaramente identificata''; 2) ''L'interesse pubblico che sarebbe leso non e' chiaramente specificato''; 3) ''Tale interesse puo' essere adeguatamente protetto in base ai termini dell'esistente convenzione di concessione''; 4) ''Non sono state comunicate alla Commissione, per la relativa analisi ai sensi dell'Art. 21 del regolamento sulle fusioni, ne' le misure, ne' le ragioni che giustificano l'adozione delle stesse''. La Commissione ''non puo', quindi, considerare in questa fase che queste misure siano volte a proteggere interessi legittimi compatibili con i principi generali e le altre disposizioni di diritto comunitario'', conclude il comunicato.

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