ROMA. L'Italia dei Valori parla di «problema di sicurezza nazionale», il Pdl invita a evitare «indebite strumentalizzazioni». Ma con il caso Ruby, dopo quello giudiziario, per il premier si apre un altro fronte: Berlusconi sarà invitato a riferire al Copasir sulla sua sicurezza personale.
«A occuparsi della sicurezza del presidente del Consiglio sono i servizi segreti, e noi riteniamo giusto sentirlo su questo e altre questioni» ha detto Massimo D'Alema, presidente del Comitato di controllo sui servizi al termine della riunione di ieri, ricordando che il Copasir aveva chiesto da tempo, ma finora senza esito, di incontrare il premier. Un annuncio accompagnato da una battuta sulle condizioni degli uomini della scorta di Berlusconi, il cui sfogo è stato raccolto ieri dal quotidiano Il fatto, in un articolo in cui i carabinieri hanno espresso la loro amarezza: «Non siamo qui per fare la guardia alle escort».
«Le notizie di cronaca suggeriscono un sentimento di umana solidarietà verso i carabinieri, di cui comprendiamo la stanchezza» ha commentato tagliente D'Alema.
A chiedere immediate spiegazioni sui malumori della scorta al ministro della Difesa è stato il leader dell'IdV Antonio Di Pietro in una interrogazione urgente a Ignazio La Russa: «Come può permettere che difensori dello Stato vengano usati per fare da autisti, da guardaspalla, a signorine "utilizzate" per il divertimento dei potenti, in primis Silvio Berlusconi? È una cosa indegna». Preoccupato l'eurodeputato IdV Luigi De Magistris: «Berlusconi accoglie nelle sue residenze un variegato universo femminile che, a quanto si apprende, non è estraneo alla prostituzione e che dispone del numero di cellulare del caposcorta del presidente. È evidente il sospetto che Berlusconi possa essere ricattabile e si pone un problema per la sicurezza nazionale». Richieste di chiarimenti anche dal Pd: «Non pensa La Russa che i carabinieri siano costretti a subire vere e proprie umiliazioni?» ha chiesto Sesa Amici. «Vogliamo avere informazioni sulla sua sicurezza e sull'uso del personale messo a sua disposizione» ha sottolineato Ettore Rosato, deputato Pd e componente del Copasir, mentre il senatore Giuseppe Caforio ha chiarito: «Laddove il premier decidesse di riferire al Comitato, è evidente che ogni componente è libero di spaziare con le domande su qualsiasi tema». Dunque anche sul caso Ruby e sui presunti festini a luci rosse.
Una ipotesi che ieri gli esponenti del Pdl si sono invece affrettati a escludere: «Sull'audizione del premier a proposito delle ultime vicende, chiesta da alcuni componenti, non è stata presa alcuna decisione. Diversa questione è l'eventuale audizione su temi relativi alal sicurezza nazionale» hanno chiarito Fabrizio Cicchitto, Giuseppe Esposito e Gaetano Quagliariello. «Non è prevista un'audizione sul caso Ruby» ha confermato il finiano Carmelo Briguglio, sottolineando però: «Altro è il problema di come funziona il dispositivo di sicurezza del presidente e del ruolo quantomeno improprio che ha avuto, nei contatti con la questura, la scorta di Berlusconi e, in particolare, il caposcorta». Una questione, ha detto, rispetto alla quale «è opportuno comprendere alcune dinamiche».