Fiat. Oggi l'incontro Marchionne-Romani sulle strategie del Lingotto per l'Italia
TORINO. L'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, incontra oggi il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani: al centro del confronto le strategie del gruppo in Italia. E' il primo faccia a faccia dopo il periodo di vacatio seguito alle dimissioni dell'ex titolare del dicastero, Claudio Scajola ed è facile prevedere che Romani chieda al manager del Lingotto chiarimenti sulle intenzioni della casa torinese. Marchionne ha più volte parlato di tempi stretti per Fabbrica Italia e l'ipotesi di un piano B continua a essere una spada di Damocle.
Il confronto fra l'ad della Fiat e Romani è stato preceduto ieri da una serie di incontri romani del presidente della casa torinese John Elkann, che ha visto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il sottosegretario Gianni Letta a Palazzo Chigi e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Elkann è stato anche ricevuto a palazzo Koch dal Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi.
C'è però un nuovo strappo sul fronte sindacale a contrassegnare la vigilia dell'incontro. La Fiom non ha firmato al ministero del Lavoro l'accordo sulla cassa integrazione in deroga per 4.812 dipendenti dello stabilimento di Pomigliano (circa 300 sono intanto usciti con la mobilità). «La responsabilità è del ministro Sacconi», sostiene la neosegretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, mentre per Giorgio Airaudo, responsabile del settore Auto della Fiom, «il cambio di causale nella richiesta di cassa integrazione (da straordinaria per ristrutturazione a cig in deroga) e la creazione della Newco non garantiscono il futuro dei lavoratori».
Tensione c'è anche a Mirafiori dove i delegati di Fim, Uilm e Fismic chiedono che non ci siano più assemblee unitarie con la Fiom «perchè sono diventate una corrida» ed è meglio il contatto diretto con i singoli lavoratori. Sull'incontro di oggi, a due giorni dal crollo delle vendite di auto in Italia, l'attesa è grande. Il ministro ha definito «dure» le dichiarazioni alla trasmissione di Fabio Fazio del 24 ottobre di Marchionne, secondo il quale senza l'Italia la Fiat farebbe meglio, Ha rinviato però le sue valutazioni approfondite all'appuntamento di oggi «perchè è più utile per l'azienda, il Paese e il governo che se ne parli in una sede riservata». Ha anche detto che «sarà un incontro lungo e importante» e che saranno esaminati i tanti problemi sul tappeto. Tra i temi principali c'è il piano Fabbrica Italia, con i 20 miliardi di investimenti: Marchionne ha più volte detto di volere chiudere entro l'anno, ma bisogna ancora sciogliere il nodo della governabilità degli impianti e resta il piano B: rafforzamento in Polonia e in Serbia.