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Pescara, 16/04/2026
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Data: 05/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Rimpasto subito, il gruppo Pdl affronta Chiodi. Il caso-Castiglione e il nodo-finiani all'esame lunedì in un vertice con i coordinatori

PESCARA - La solidarietà è un conto ma adesso è davvero troppo, quanti giorni e quanti mesi devono ancora passare prima che Gianni Chiodi si decida a tappare le falle, a rimettere a posto le tessere del puzzle, sostituire Daniela Stati rimpiazzare Lanfranco Venturoni, tornare a far camminare da sola senza stampelle la giunta regionale. Questo è il primo punto all'ordine del giorno della riunione del gruppo regionale del Pdl allargato ai coordinatori Piccone e Di Stefano che si terrà lunedì alle 18 a Pescara, prima ancora del caso-Castiglione che pure Lorenzo Sospiri e gli ex aennini vogliono prendere di petto perchè una cosa è il pentimento o il ritorno a casa un altro i tappeti rossi e le poltrone tenute in caldo a dispetto di tutto e di tutti, pure di quelli che voltafaccia così non li hanno mai fatti. Chiodi sotto schiaffo, a mettercelo tutti quanti insieme appassionatamente consiglieri e coordinatori, quelli che i mugugni e l'insofferenza della gente la scontano ogni mattina: tre mesi dalle dimissioni di Daniela Stati, quarantaquattro giorni e chissà quanti altri ancora dall'arresto di Venturoni e l'Abruzzo con le pezze ai pantaloni, ma dove ce l'avete la faccia si sentono dire ogni mattina. No, è passato troppo tempo e bisogna correre ai ripari. Chiodi vuole aspettare la decisione del tribunale del riesame, tenere il posto in caldo a Venturoni ma adesso in tanti dicono no, basta, che figura ci facciamo. Il secondo nodo è Castiglione, Sospiri chiede la sua testa, che lasci la vicepresidenza e quella delega così pesante. Il terzo è quello dei finiani che presto con Daniela Stati arriveranno a quota tre in consiglio regionale.
Sarà un presidente molto più debole Gianni Chiodi lunedì prossimo quando incontrerà i suoi consiglieri e i vertici del partito. Che non gli faranno passare lisci i suoi due ultimi scivoloni: la «maldestra gestione» di Daniela Stati che lui si era incaricato di riportare all'ovile, spingendosi forse un po' troppo oltre e assicurandole oltre alla telefonata di Berlusconi anche qualcosa di più, tanto che il giorno dopo la bionda Daniela pretende la testa dei coordinatori (e quanto avanti Chiodi si sia spinto, arrivando a ipotizzare un cambio di Piccone con Tancredi al vertice Pdl, non è stato mai chiarito del tutto); e la «maldestra gestione» tanto per usare i termini di un pidiellino, di Alfredo Castiglione che esce dal Pdl sputando veleno per andare con Fli e poi torna come se nulla fosse successo, e forse con garanzie che solo Chiodi può avergli fornito. Insomma il governatore dovrà pagare pegno e al tavolo del rimpasto dovrà tenere conto, oggi più di prima, della volontà del partito e del gruppo. Anche perchè al congresso Pdl, tramontate per sempre le velleità dei teramani con Paolo Tancredi in testa, è scontata la riconferma del ticket Piccone-Di Stefano, squadra che perde pezzi non si cambia (da Toto a Nasuti a Rabbuffo a Stati passati con Fli). Ma resa dei conti a parte, il Pdl ora dovrà decidere come comportarsi con i futuristi. Se diventano tre, i consiglieri Pdl chiedono che il posto in giunta lo lasci a Fli proprio Castiglione, anche per evitare l'incognita dell'appoggio esterno. E sarebbe proprio una bella vendetta.

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