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Data: 05/11/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Camusso attacca: il Paese affonda nel fango. Manifestazione per salutare Guglielmo Epifani Appello unitario a partire dalla contrattazione

«Non siamo dei signor no ma un sindacato con la schiena dritta»

ROMA. Il Paese affonda nel fango e la Cgil, «sindacato con la schiena dritta non un signor no», farà la sua parte per la democrazia e il lavoro. Susanna Camusso - salutando con parole affettuose il predecessore Guglielmo Epifani, festeggiato al teatro Quirino di Roma - rilancia la necessità dell'unità sindacale e della contrattazione partendo da valutazioni poco diplomatiche sul governo e confermando l'appuntamento del 27 novembre in piazza San Giovanni a Roma.
Susanna Camusso nel suo primo discorso pubblico da segretaria della più grande organizzazione sindacale (5 milioni 750 mila iscritti) ha denunciato come «devastante e senza precedenti» l'attuale situazione di «degrado morale ed etico» confermando che la Cgil non può restare neutrale o inerte. Cogliendo così l'occasione per puntualizzare alle troppe richieste di «svolta» e di «discontinuità», arrivate sia da Cisl e Uil che da ambienti politici. Anzitutto ribadendo che la sua organizzazione «non può accettare, non può pensare che il lavoro possa significare violazione dei diritti e della volontà delle persone». E' questa la vera modernità.
La Cgil dell'era Camusso «coltiverà il gusto del dibattito politico» senza temerlo e, allo stesso tempo, confermando l'autonomia e l'unità del sindacato. La neo segretaria generale definisce la Cgil a questo proposito come un'organizzazione di «conservatori gelosi» senza per questo praticare l'autosufficienza» o volersi sostituire alla politica.
L'unità sindacale intesa come ricerca non è dunque una «frase rituale ma un bene irrinunciabile, perchè un sindacato unito è più forte». Ma se in questa fase prevalgono più le scelte identitarie, occorre almeno trovare «regole certe per stare insieme, priorità diventano democrazia e rappresentanza, l'esercizio di responsabilità delle organizzazioni, la partecipazione e il diritto a decidere dei lavoratori». E sarà questo «il primo impegno di dialogo, di confronto con Cisl e Uil che dobbiamo assolvere ed assumere e proporre». Un sindacato, la Cgil, ben diverso dalla caricatura che ne hanno fatto taluni: «Non siamo il signor no, perché sempre una nostra proposta deve mostrare l'altra strada, l'altra possibilità, quella che ha al centro il lavoro». La Camusso rilancia la pratica della contrattazione col governo e con le controparti datoriali. Perché il contratto collettivo nazionale «sia il luogo dei diritti e tutele universali e delle regole» occorrono però «regole non deroghe, certezze per lavoratori ed imprese». Il 27 novembre questa linea sarà al centro della nuova manifestazione nazionale della Cgil per imporre «una diversa agenda per il Paese».
Da Bonanni arriva un segnale di attenzione: «Le donne sono più pragmatiche degli uomini, questo ci aiuterà - dice il segretario della Cisl - L'unità sindacale è importante ma bisogna che sia chiaro che ci sono tre sindacati con la stessa dignità». E anche dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani giunge l'augurio che l'avvicendamento «possa essere l'occasione di uno sforzo ulteriore da parte di tutti per ritrovare l'unità». (v.l.)

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