ROMA. La Cassazione mette fine allo «scaricabarile» delle responsabilità per la violazione delle misure di sicurezza nelle fabbriche e nei posti di lavoro. Da oggi nelle imprese gestite da società di capitali, «gli obblighi inerenti alla prevenzione degli infortuni ed igiene sul lavoro gravano indistintamente su tutti i componenti del Consiglio di amministrazione». E' questo il principio pronunciato dalla Suprema Corte nella sentenza sulle responsabilità dei vertici «Montefibre» dello stabilimento piemontese di Verbania, dove undici operai sono morti per aver inalato amianto. I giudici di piazza Cavour, hanno infatti confermato la condanne inflitte agli imputati dalla Corte d'appello di Torino, annullando con rinvio la sentenza di secondo grado limitatamente al decesso di alcuni lavoratori. «E' un pronunciamento importante che rende più attenta l'applicazione delle leggi esistenti e che richiama ad un principio di responsabilità, molte volte smarrito soprattutto nelle situazioni di crisi» ha commentato il capogruppo del Pd nella commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano.