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Pescara, 16/04/2026
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Data: 05/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il Cavaliere va alla Conferenza sulla famiglia. Per "farsi perdonare" porterà sgravi, voucher e servizi

ROMA - L'appuntamento resta in agenda, malgrado gli altolà e i "nasi-storti" di qualcuno degli organizzatori della seconda Conferenza nazionale sulla famiglia, che si aprirà lunedì a Milano. Se non altro perché Silvio Berlusconi ha promesso al sottosegretario Carlo Giovanardi, che ha la delega alle politiche familiari, di esserci «a qualunque costo», perché «non mi faccio dettare da altri i miei appuntamenti». Parlando ieri alla direzione del Pdl, il Cavaliere ha provato a far rientrare le polemiche seguite al presunto giro di escort, sostenendo che «la difesa della vita e della famiglia è al centro della nostra azione».
Una mano tesa alla quale si aggiunge il piano sulla famiglia che il governo intende varare dopo un approfondimento che si farà a Milano: mutui agevolati e affitti "sostenibili"; aumento dei congedi parentali; sostegni ai costi dell'educazione dei figli e alle gestanti in difficoltà; voucher per servizi all'infanzia, agli anziani, ai non autosufficienti; nascita dei Centri per le famiglie. Per la definizione di famiglia si fa riferimento a quella fondata sul matrimonio e il piano (messo a punto dall'Osservatorio nazionale sulla famiglia, presieduto da Pierpaolo Donati) ha come priorità i nuclei numerosi, le famiglie con minori, i non autosufficienti, le coppia con disagi.
Sulla partecipazione del premier-donnaiolo alla festa della famiglia, resta comunque alta la polemica. «È giusto che Berlusconi vada ad aprire la conferenza sulla famiglia?», si chiede retoricamente il segretario del Pd. Secondo Pierluigi Bersani «la politica deve avere un certo grado di coerenza e dignità, come dice la Costituzione sulla quale giuriamo, e un certo grado di civismo». Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, intervenendo al convegno del Pd sulle politiche per la famiglia, attacca il presidente del consiglio dopo il caso Ruby sostenendo anche che «c'è poi un motivo, tutto politico - conclude Bersani - per chiedere con che faccia Berlusconi va alla conferenza sulla famiglia dopo che il governo ha smantellato tutto quel poco che c'era di politiche famigliari e in due anni hanno fatto addormentare il Paese ripetendo che non c'è problema».
Immediata la risposta del sottosegretaro Eugenia Roccella: «Bersani ci accusa di non aver fatto nulla sulla famiglia. È vero: sulla famiglia non abbiamo fatto nulla di quello che voleva fare il Governo Prodi, per esempio i Dico». «Macchè - attacca il centrista Antonio Satta, segretario dell'Unione Popolare Cristiana (Upc) - su famiglia e vita, da Berlusconi sempre e solo promesse, non mantenute. Insomma, la solita manfrina. Faccio notare che il ddl Calabrò è fermo in Parlamento e che in questi anni le tasse per le famiglie non sono calate neppure di un euro».
Per l'ex ministro del Pd Giuseppe Fioroni, «c'è chi propone di continuo slogan a favore dalla famiglia e dei valori su cui si fonda, ma poi li smentisce nei fatti, nei comportamenti pubblici e in quelli privati che riguardano solo l'interessato».

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