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Data: 19/10/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Ex ferrovia, il Comune preme sulla Regione. Il sindaco: presto la legge sulla costa Verdi polemici con Orlando (Prc)

VASTO. «Con la variante al piano regolatore, l'amministrazione comunale ha dato un indirizzo chiaro sulla salvaguardia della costa, ma la partita non è chiusa». Annuncia altre iniziative il sindaco, Luciano Lapenna, dopo la seduta del consiglio comunale che, all'unanimità, ha approvato il vincolo di inedificabilità su 39 ettari di terreni di proprietà delle Ferrovie, un tratto di 6 chilometri. Intanto infuria la polemica sulla proposta di istituzione della riserva della costa teatina con il capogruppo regionale dei Verdi, Walter Caporale, che replica al collega di Rifondazione comunista, Angelo Orlando.
Una forte azione di pungolo nei confronti della Regione affinché approvi, in tempi brevi, un provvedimento legislativo sulle aree di risulta e la loro acquisizione. E' quanto promette il sindaco Luciano Lapenna.
«Con la variante al piano regolatore abbiamo conseguito un risultato importante», attacca il capo della giunta, «ma il provvedimento amministrativo da solo non è sufficiente per la tutela del territorio. C'è bisogno della legge per difendere la costa. Ben vengano, quindi, la riserva regionale o il parco nazionale. Quello che conta è che si arrivi in tempi brevi all'approvazione di un testo. Sono questi i grandi nodi da sciogliere e da questo punto di vista l'amministrazione comunale ha intenzione di svolgere un ruolo determinante, facendosi promotrice di una forte azione di pungolo nei confronti della Regione».
L'approvazione della variante allo strumento urbanistico è stata salutata con favore in città, ma per alcune associazioni - è il caso dell'Arci e di Porta Nuova - si è persa l'occasione per salvaguardare la costa, perché i terreni dei privati cittadini sono rimasti fuori.
«Dovevamo adottare un provvedimento in tempi brevi e l'unico modo per raggiungere questo obiettivo era limitare la variante all'ex tracciato ferroviario», spiega il sindaco, «siamo riusciti a farlo in tre mesi, in caso contrario sarebbe stato necessario un anno e mezzo. La partita, in ogni caso, non è chiusa. Con la variante, il Comune acquista un forte potere contrattuale: diventa arbitro e non spettatore».
Nel frattempo infuria la polemica sulla proposta di legge di istituzione della riserva della costa teatina. Walter Caporale rispedisce al mittente alcune critiche del collega Orlando.
«E' errato quanto sostenuto dal consigliere regionale di Rifondazione», ribatte il capogruppo regionale del Sole che ride, «nella proposta presentata dai Verdi sono indicate sia la perimetrazione, inserita insieme alla cartografia, sia la copertura finanziaria. Il testo è il frutto non solo degli studi del cartello di associazioni riunite nel coordinamento, ma anche di docenti dell'Università dell'Aquila, nello specifico dei professori Gianfranco Pirone e Luciano Di Martino».

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