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Data: 06/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Spadaccini parla e tira in ballo Bertolaso «Un credito di 47 milioni dietro l'estromissione di Sorem da parte di Protezione civile»

di MAURIZIO CIRILLO

Quattro ore di interrogatorio in carcere davanti al Pm Mirvana Di Serio, per Giuseppe Spadaccini, il re dei Canadair finito in manette per una maxi evasione da 90 milioni di euro, costruita con un intreccio di società italiane e portoghesi, della zona franca dell'isola di Madeira. Spadaccini, al quale era stata rigettata l'istanza di scarcerazione da Pm e gip, ieri avrebbe deciso di vuotare il sacco e lo avrebbe fatto con un colpo di scena: tirando in ballo anche Guido Bertolaso, sottosegratario e capo indiscusso della Protezione civile, che proprio ieri ha annunciato il suo pensionamento. Lo avrebbe fatto, e questa sarebbe la novità dell'inchiesta, in relazione al decreto di esclusione della Sorem di Spadaccini dall'appalto dei Canadair. Spadaccini avrebbe riferito al magistrato di essere da tempo, diciamo così, sotto scacco da parte della Protezione civile: tutto ruota intorno a un contenzioso, in atto da circa un anno, per un credito di 47 milioni di euro vantato da Sorem. L'imprenditore ha parlato anche dell'appalto che la Protezione civile avrebbe dato, senza gara (come del resto è nella prassi emergenziale della Protezione civile), ad un'altra compagnia.
Sarebbe emerso anche un piccolo giallo su una lettera di questi giorni dove, in sintesi, si metteva in dubbio l'operatività dell'azienda. Lettera che Spadaccini ha attribuito apertamente a un dipendente Sorem, istruito da esponenti della Protezione civile. Secondo il legale dell'imprenditore, Sabatino Ciprietti, la revoca dell'appalto a Spadaccini non sarebbe da mettere in relazione con il suo arresto e con le oggettive difficoltà della Sorem a continuare il servizio antincendio, ma piuttosto a un presunto inadempimento della società su questioni assicurative. Ma Spadaccini avrebbe detto anche di più. La Protezione civile, secondo l'imprenditore, anche riprendendosi gli aerei non sarebbe attualmente in grado di farli volare perché una serie di documenti concernenti l'utilizzabilità dei velivoli sono ancora in possesso di Spadaccini: dunque la Protezione civile oggi sarebbe impossibilitata ad effettuare qualsiasi tipo di intervento in caso di necessità. Questo, fra i tanti, è l'aspetto più inquietante della vicenda.
Tutte questioni che ora passeranno al vaglio del magistrato e della guardia di finanza che fino ad oggi si è interessata in particolare della questione fiscale relativa alle società del gruppo Spadaccini. Bisognerà eseguire altri accertamenti che potrebbero aprire un versante completamente diverso dell'inchiesta, con possibili risvolti anche di un certo peso e clamore, qualora le dichiarazioni di Spadaccini trovassero i necessari riscontri. Capire dunque cosa ci sia stato effettivamente dietro il siluramento della Sorem da parte della Protezione civile.
Quanto agli argomenti strettamente legati all'arresto di Spadaccini, Ciprietti ha chiesto al Pm l'immediata trasmissione dell'interrogatorio al tribunale del riesame, che lunedì prossimo deciderà sulla scarcerazione del suo assistito. Spadaccini avrebbe comunque risposto a tutte le domande del Pm, chiarendo come venivano fatte le fatturazioni, come venivano presi i piloti, chi se ne occupava, quali erano gli uffici operativi, insomma avrebbe dato una risposta su tutto. Il giorno prima, lo stesso Pm aveva interrogato anche Angela Fabrizio, che gestiva la Petillant, la cassaforte immobiliare del Gruppo.


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