Se chiamato da un cliente, un tassista può operare anche fuori del Comune di appartenenza. Lo ha scritto la Cassazione nella sentenza del 2 novembre per favorire un miglior servizio nell'ottica della liberalizzazione. L'esatto contrario di quanto sollecitato dai tassisti pescaresi e inserito nella proposta di regolamento comunale sul servizio taxi, dobozza che ha avuto il parere favorevole della commissione consiliare Grandi infrastrutture e mobilità, presieduta da Adele Caroli. Il rischio, dice la Caroli, è che le regole fissate a livello cittadino finiranno per confliggere con quanto sancito dalla Cassazione. Questione delicata alla luce dei contrasti tra Cotape e Cometa, cioè tra i tassisti pescaresi che rivendicano l'esclusiva in città e quelli chietini che invadono il campo, dall'aeroporto al resto della città. La Cassazione va nella direzione opposta, apre cioè alla libera concorrenza e l'assessore Fiorilli potrebbe ritirare la proposta di delibera.