Giallo sulla filovia: il "no" della Commissione Bilancio della Camera all'utilizzazione dei fondi Fas per il trasporto pubblico locale, dopo i pesanti tagli al settore, potrebbe fermare una serie di progetti a livello nazionale e, quindi, anche quello del Filò. Una notizia filtrata alla chetichella che è deflagrata ieri facendo esultare gli esponenti del Coordinamento "No filovia" e Mario Sorgentone dell'associazione Strada parco e mettendo in allarme Regione e Gtm. «La sparizione dei fondi Fas - scrivono Loredana Di Paola di Marelibero e Maurizio Biondi del comitato utenti strada parco - mette una pietra tombale sul futuro della filovia». Ma cosa è successo in realtà? La Regione, attraverso il Dpef (Documento di programmazione economica e finanziaria) 2011-2013, ha recepito gli ingenti tagli del Governo. La riduzione delle risorse per i trasporti, prevista nel Dpef regionale, ammonta a 60 milioni di euro ovvero circa il 40% rispetto ai fondi finora stanziati. Una lettura errata, secondo l'assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra: «I fondi per la filovia sono già stati stanziati, - sostiene - non rientrano nel pacchetto dei tagli di cui si sta discutendo ora alla Camera, tagli peraltro ancora tutti da valutare nella quantità e nei termini». Una spiegazione che però non convince perché se i 31 milioni di euro basteranno per i lavori del primo lotto, non si capisce da dove la Regione attingerà i soldi per gli altri 4 lotti, essenziali per completare il progetto. Secondo i leader dei comitati civici, «i tentativi di reperire i soldi per la prosecuzione del progetto si rivelano soltanto una manovra propagandistica atta a giustificare una spesa di 31 milioni di euro per un sistema di trasporto elettrificato che copre soltanto 6 km e che evidentemente non risolverà i gravi problemi di mobilità e inquinamento che affliggono le città di Pescara e Montesilvano. Abbiamo ormai la certezza che la realizzazione della filovia sull'ex tracciato ferroviario risulterà un ramo secco destinato a pesare sul bilancio economico e sociale della comunità». E allora qual è la proposta? «Occorre uscire dalla sterile contrapposizione (filovia si-filovia no) e aprire un tavolo di concertazione tra tutte le parti politiche, sindacali e sociali per far fronte con intelligenza e onestà alla grave emergenza del momento». Sulla stessa lunghezza d'onda Mario Sorgentone che rilancia il suo vecchio progetto: «La soluzione seria ed efficace per la filovia è la modifica del tracciato verso il nuovo asse stradale via Caravaggio-via Ferrari, che non necessita di ulteriori finanziamenti e consentirebbe di servire un grande bacino di utenza, da Cappelle all'aeroporto, passando per il ponte nuovo Camuzzi». Ieri pomeriggio, intanto, la mobilitazione organizzata dal Coordinamento "No filovia" in piazza Sacro Cuore ha raccolto un altro successo: pur in un contesto dispersivo come quello del sabato pomeriggio, hanno partecipato almeno mille persone. Sul palco gli interventi dei rappresentanti dei comitati cittadini si sono alternati a video sul problema della strada parco e della mobilità, mentre i writers si sfidavano a colpi di disegni per rappresentare nelle forme più evocative il "mostro" filobus. Non è mancato neanche un fuori programma: non era stata richiesta al Comune l'autorizzazione per diffondere la musica e c'è stata un po' di baruffa fra i promotori e due emissari dell'Amministrazione. Da parte sua, il sindaco Mascia ha smentito «ogni volontà di sfrattare i comitati: non abbiamo concesso piazza Salotto semplicemente perché era già stata concessa per allestire le manifestazioni collegate alla domenica senz'auto».