PESCARA. «Anche sui trasporti domina l'inChiodismo permanente, sulla riforma dell'azienda unica la Regione è ferma». Sono i tagli del governo a spingere il Pd a riproporre urgentemente il caso trasporti.
Davanti, tempo un mese e mezzo, c'è la scadenza della gara per il rinnovo delle concessioni mentre dietro c'è la certezza di non avere più 54 milioni di euro per il 2011 e 60,7 (il 40%) per il 2012. Un'ulteriore mazzata, secondo il centrosinistra, che dopo il deficit della sanità l'Abruzzo non può permettersi. «L'Abruzzo è fanalino di coda nell'affrontare l'emergenza che si verrà a creare con il taglio dei fondi da parte del governo nel settore del trasporto pubblico, invitiamo il presidente Chiodi e l'assessore Morra a prendere subito provvedimenti, a schiodarsi da questa situazione di stallo che già sarebbe dovuta sfociare nella creazione dell'azienda unica regionale dei trasporti», propongono al Pd. «L'assessore ai Trasporti Morra», riprende il consigliere regionale Claudio Ruffini, facendo un passo indietro nel tempo, «ad agosto si era dato da fare convocando un tavolo istituzionale sulla riforma dei trasporti che, però, è rimasto pletorico dal momento che si è riunito solo due volte».
In Abruzzo la situazione del trasporto locale rappresenta un caso unico. La Regione controlla direttamente le tre più importanti aziende, Arpa, Gtm e Sangritana, i cui mezzi percorrono complessivamente 43 milioni di chilometri l'anno, circa il 70 per cento dei servizi di trasporto locale. «Chiodi aveva dichiarato», rammenta Camillo D'Alessandro, capogruppo pd in consiglio regionale, «che dal 2011, rimanendo così la situazione, le Regioni non saranno più in grado di assicurare servizi come il trasporto pubblico, questo vorrà dire meno percorrenze soprattutto nelle zone interne, aumento del prezzo del biglietto, tagli al personale e nessun investimento nei mezzi». In attesa della riforma e di conoscere gli strumenti di programmazione ai quali Regione dovrà appigliarsi - anche la speranza di poter ricorrere ai fondi Fas per tamponare l'emorragia finanziaria per trasporti ed edilizia sanitaria è venuta meno con l'appovazione di un emendamento a livello centrale - per il Pd, occorre subito fronteggiare l'emergenza con la creazione dell'azienda unica regionale dei trasporti: un progetto a cui aveva messo mano la passata giunta regionale di centrosinistra nel 2008 affidando alla società di consulenza Kpmg advisory l'incarico di elaborare un piano di riassetto societario che portasse alla fusione di Arpa, Gtm e Sangritana. Gli esperti del Pd (Nicola Basilavecchia, Nicola Sposetti, Donato Renzetti e Aurelio Giammorretti) hanno calcolato con con l'azienda unica si risparmierebbero da subito 800mila euro l'anno sui consigli d'amministrazione, 3,4 milioni l'anno unificando le strutture amministrative, dai 300 ai 500mila euro sugli acquisti e dai 400 ai 500mila euro integrando le strutture operative. «In totale sono 5 milioni che di fronte ai tagli ben più corposi sarebbero comunque già qualcosa», sottolinea il segretario pd Silvio Paolucci. Allo stesso tempo verrebbero riviste incongruenze eccessive. Come, ad esempio, le corse fotocopia delle corse Gtm-Arpa tra Spoltore e Pescara e le corse doppione bus-ferrovia nelle zone interne e lungo la costa.