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Pescara, 15/04/2026
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07/11/2010
Il Messaggero
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Trasporti e sanità, Pd e IdV attaccano la Giunta Chiodi. L'azienda unica regionale garantirebbe immediatamente risparmi di costi per oltre cinque milioni grazie al taglio di Cda, presidenti, direzioni ed alla centralizzazione di acquisti e officine |
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PESCARA - Trasporti e sanità, nuova offensiva delle opposizioni contro la Giunta Chiodi «Anche sui trasporti domina "l'inChiodismo" permanente. Sull'organizzazione del trasporto pubblico locale la Regione è ferma -denuncia Camillo D'Alessandro, capogruppo regionale Pd- I consistenti tagli nei trasferimenti statali per i trasporti per l'Abruzzo significheranno 54 milioni di euro per il 2011 e 60,7 milioni per il 2012, cioè circa il 40% in meno. Di fronte ai tagli si mettono in campo riforme: il Pd propone, da subito, l'azienda unica regionale dei trasporti. La Regione Abruzzo, caso unico in Italia, controlla direttamente le tre più importanti aziende del trasporto pubblico locale (Arpa, Gtm e Fas). Nel febbraio del 2008 il governo regionale di centrosinistra, dopo regolare gara, affidava alla società di consulenza Kpmg Advisory l'incarico di elaborare un piano di riassetto societario per arrivare a costituire un'azienda unica attraverso la fusione delle tre società. Tutto è rimasto chiuso in un cassetto: l'azienda unica regionale, realizzabile in pochi mesi, garantirebbe immediatamente risparmi di costi per oltre cinque milioni grazie al taglio di consigli di amministrazione, presidenti, direzioni ed alla centralizzazione di acquisti e officine. Caso unico in Italia, in Abruzzo un muro separa le officine di due società, Gtm e Arpa. L'azienda unica imporrebbe anche il riordino delle percorrenze, cancellando doppioni e sovrapposizioni di linee. Bisogna agire subito». Sul fronte della sanità interviene il senatore Alfonso Mascitelli, coordinatore regionale IdV: «Mentre il centrodestra abruzzese è impantanato da divisioni interne e da una Giunta regionale falcidiata da vicende giudiziarie, a Roma si è consumata un'altra grave ingiustizia ai danni dell'Abruzzo. Nel decreto legge 125 viene data alle Regioni sottoposte ai piani di rientro dai disavanzi sanitari la possibilità di evitare gli incrementi automatici delle aliquote Irpef e Irap e delle altre restrizioni di bilancio, se il tavolo tecnico del Ministero dell'Economia accerta il "venir meno delle condizioni" che ne hanno determinato l'applicazione. Questa misura vale per Lazio, Campania e Calabria, ma ne resta escluso l'Abruzzo, che perde la possibilità di alleggerire le tasse maggiorate per famiglie e imprese».
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