Per mancanza di fondi tramontano le ipotesi tunnel o sopraelevata
AVEZZANO. La soprelevata per eliminare il passaggio a livello in via Roma? È come il ponte sullo stretto di Messina. L'ardito accostamento è del comandate dei vigili urbani di Avezzano, Luca Montanari, ma serve a far capire che si tratta di un'opera che forse non si farà mai. E se pure si riuscirà a farla, passeranno anni. Un lusso che Avezzano non potrà permettersi. La situazione, infatti, è diventata insostenibile.
Via Roma è una delle principali vie di ingresso o uscita della città. E ogni giorno vi transitano migliaia di auto. Situazione peggiorata dopo l'apertura del centro commerciale «I Marsi» e che potrebbe diventare insostenibile con l'arrivo di un secondo iper (esiste già il progetto). Quel passaggio a livello, oltre a creare code interminabili e tensione tra gli automobilisti, mette a repentaglio la salute dei residenti che per evitare lo smog devono barricarsi in casa, chiudendo porte e finestre.
Una precauzione non consentita ai titolari di esercizi pubblici. «Non abbiamo alternative», lamenta Fabiola Stirpe, titolare del Bar Chicas, «o ci adattiamo all'aria inquinata e ai rumori assordanti delle auto in fila o chiudiamo i battenti».
Le sbarre del passaggio a livello, durante la giornata, si abbassano 18 volte, tante quante sono le corse della linea Avezzano-Sora-Roccasecca. I tempi di attesa possono arrivare anche fino a 20-25 minuti. Troppi. «Nelle ore di punta», osserva Silva Coccetta, che abita vicino al passaggio a livello, «via Roma diventa una bolgia infernale. Automobilisti spazientiti che imprecano e si mettono a suonare i clacson, come se ciò bastasse a far alzare le sbarre». A esacerbare ulteriormente gli animi è la constatazione, dopo essere rimasti bloccati per quasi mezzora, che i treni spesso viaggiano vuoti. Racconta Vittorio Montanari, parrucchiere: «Un giorno sul treno, partito da Avezzano, c'era un solo passeggero. Era affacciato al finestrino e fumava beatamente una sigaretta. Un automobilista, fuori di sé, è sceso dal mezzo e si è messo a correre verso il passaggio a livello, gridando come un invasato: la prossima volta fatti trovare alla stazione, ti porto io a Capistrello. Così mi risparmi questo calvario. Evidentemente lo conosceva».
L'istituzione dell'anello a senso unico (via Roma è una delle strade interessate) ha finito col peggiorare la situazione. Quando le sbarre si abbassano, si formano lunghe file anche in via Monte Velino, che si immette su via Roma. «Un passaggio a livello nel mezzo della città», interviene un altro residente, Paolo Sciarretta, «è uno scempio. Va eliminato e alla svelta».
Ma come? Sfumata la possibilità, per mancanza di fondi, di realizzare una soprelevata o un sottopasso (se ne parla da almeno vent'anni), nell'ambito del progetto di riqualificazione della zona nord di Avezzano, occorre battere altre strade.
L'unica percorribile, al momento, sembra quella suggerita in questi giorni dal comandante della polizia locale, Montanari, all'assessore alla Viabilità, Domenico Mancini, e a quello ai Lavori pubblici, Maurizio Bianchini. Il piano consiste nella realizzazione, su un'area adiacente a via Napoli, di una piccola stazione. I treni da e per la Valle Roveto, anziché dalla stazione di Avezzano, partirebbero da qui.
«In questo modo», spiega Montanari, «oltre a quello di via Roma, che crea così tanti disagi, si eliminerebbero altri due passaggi a livello. Il trasporto dei passeggeri in centro avverrebbe per mezzo di bus-navetta».
Il terreno su cui la struttura dovrebbe sorgere è di proprietà del Comune.
Se c'è la volontà dell'amministrazione, dunque, la si potrebbe realizzare in pochissimo tempo e con una spesa minima. E si avrebbe una città più vivibile.