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Pescara, 15/04/2026
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Data: 07/11/2010
Testata giornalistica: Il Centro
L'autoporto cerca partner privati. Appello della Cna. L'opera, costata 33 milioni, inaugurata e poi chiusa

VASTO. «In un momento di estrema povertà per il Paese non è giusto lasciare inutilizzata un'opera costata 33 milioni di euro». La Cna (associazione delle imprese artigiane) corre al capezzale dell'autoporto di Piana Sant'Angelo e, insieme al consigliere regionale Nicola Argirò, cerca la password per poter finalmente aprire il centro di smistamento merci del Vastese.
Ieri mattina all'ingresso della zona industriale di Punta Penna (il Coasiv, consorzio industriale, non ha autorizzato la manifestazione all'ingresso dell'autoporto per motivi di sicurezza) la confederazione ha dato vita ad un "presidio di sensibilizzazione". A più di due anni dall'inaugurazione, l'autoporto di Piana Sant'Angelo appare una cittadella fantasma. I cancelli restano desolatamente chiusi. La Cna tenta la strada del dialogo con le istituzioni. La gestione della struttura, stando alle legge regionale del 2002 deve essere affidata ad una società mista: 55% ai privati, 45% agli enti pubblici. «Il governo regionale è pronto a fare la sua parte e già il 22 settembre scorso ha organizzato una riunione per mettere in moto la macchina burocratica», dice il consigliere regionale Nicola Argirò (Pdl).
La Regione mette a disposizione 15.500 euro, ossia il 15% del capitale sociale. «La Provincia è pronta a scendere in campo. Il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, garantisce il suo appoggio. Il Comune di San Salvo non può perché ha una popolazione inferiore ai 30mila abitanti», rivela Argirò che non nasconde enormi difficoltà nel reperire i partner privati. «Le multinazionali non sono interessate e molte altre aziende più piccole hanno già a disposizione servizi propri. Il rischio è che si faccia un bando e questo vada deserto», avverte Argirò.
Senza contare che la struttura, progettata 30 anni fa, andrebbe adeguata alle attuali esigenze. Serve un ostello, distributore di di benzina, ristorante, autolavaggio e centro di manutenzione. «Abbiamo chiesto la consulenza della Cna nazionale per uno studio di fattibilità», fanno sapere il direttore provinciale di Cna, Letizia Scastiglia e il direttore regionale Graziano Di Costanzo. «Non è un problema facile ma cercheremo di trovare una soluzione al più presto», dice l'assessore comunale di San Salvo, Gabriele Di Lallo. «Questo presidio è l'avvio di un programma di concertazione. E' necessario per attirare l'attenzione su un problema che non può più essere rinviato», incalza Renato Giancaterino, responsabile della Fita Cna regionale. L'associazione, che solo in provincia di Chieti conta 250 imprese, ha in programma altri sit-in nel Teramano e nella Marsica.

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