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Pescara, 15/04/2026
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07/11/2010
Il Centro
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Firme doppie alle regionali, 100 indagati. Accusati di falso per aver autografato più liste, da Teramo parte la maxi inchiesta |
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TERAMO. Sono accusati di aver firmato più liste elettorali (sia di centrodestra che di centrosinistra) per le regionali del 2008, quelle che hanno portato Gianni Chiodi a diventare presidente della Regione Abruzzo. Cento persone sono indagate per falso ideologico e violazione della legge elettorale nell'ambito di un'inchiesta aperta nel 2009 dalla procura teramana dopo la segnalazione dell'ufficio elettorale dello stesso tribunale teramano. Furono proprio i funzionari dell'ufficio a segnalare, nel corso delle consuete operazioni di verifica, la presenza delle stesse firme su più liste. Un malvezzo che accompagna tutte le competizioni elettorali: basti ricordare i recenti casi di Roma e Milano. L'inchiesta del sostituto procuratore Laura Colica ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati non solo di numerosi elettori firmatari, tutti teramani, ma anche di alcuni autentificatori delle stesse liste. Generalmente consiglieri comunali e provinciali, oppure funzionari della pubblica amministrazioni delegati dal sindaco a svolgere questo compito. Molti degli indagati, su loro richiesta, sono già stati ascoltati dal magistrato e per alcuni di loro potrebbe già profilarsi una richiesta di archiviazione. In alcuni casi, infatti, sembra che loro posizione sia già stata stralciata. Le indagini però proseguono e non è escluso che nell'elenco degli indagati possano essere inseriti anche altri nomi. Va prescisato che la violazione della legge elettorale è estinguibile con una oblazione. LE PERIZIE GRAFICHE. Nel corso delle indagini il pubblico ministero ha fatto eseguire anche numerose perizie grafiche. Verifiche ritenute indispensabili dal magistrato in quanto molti indagati hanno detto di aver firmato una sola lista, facendo intendere così che l'autografo sull'altra lista fosse falso. Da qui, dunque, la necessità di ricorrere ad un esperto per fare chiarezza. E, in alcuni casi, le perizie hanno accertato che effettivamente le firme sono risultate falsificate. Proprio per questi episodi l'avviso di garanzia è scattato anche per coloro che, in qualità di pubblici ufficiali incaricati di autentificare gli autografi, avrebbero commesso false attestazioni. Avrebbero cioè attestato la veridicità di quelle firme ma, evidentendente, dichiarando il falso visto che alcuni di quegli autografi messi in calce alle liste sono risultati manomessi. I PRECEDENTI. Non è la prima volta che la procura teramana si trova a dover indagare sul fenomeno delle false firme per le liste elettorali. Già qualche anno fa, infatti, in tre, tra cui un ex consigliere comunale di Teramo, finirono sotto processo per falso per aver autenticato delle liste elettorali che al loro interno presentavano nomi di persone che avevano già firmato per la presentazione di altre liste. Questi fatti si riferivano alle regionali del 2000 e in questo caso le denunce partirono dai rappresentanti di altre liste, che segnalarono la presenza di identiche firme in più di una lista. Da qui, dunque, gli accertamenti e i successivi rapporti alla magistratura. Tutti e tre, al termine del processo, sono stati assolti perchè il fatto non costituisce reato. Un altro precedente riguarda Chieti dove a luglio la procura ha indagato circa cinquanta persone accusate di aver sottoscritto due o più liste elettorali alla vigilia delle ultime consultazioni elettorali che si sono svolte alla fine di marzo. Anche a Pescara qualche anno fa in molti sono stati indagati per le doppie firme raccolte per la presentazione delle liste elettorali.
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