Saremo noi a ridare slancio e brio all'azione amministrativa Occorrono risposte su rifiuti e sanità
L'AQUILA. E' gelo tra Pdl e Fli. Al vice coordinatore regionale di Fli, Emilio Nasuti, non è andato giù il rilievo del vice coordinatore del Pdl, Fabrizio Di Stefano, che ha accusato i finiani di non avere le idee chiare sulla eventualità dell'appoggio esterno alla maggioranza in Regione. Dura la replica di Nasuti che boccia l'azione dei vertici Pdl (oltre a Di Stefano, il coordinatore, Filippo Piccone) criticando il mancato rimpasto e l'accentramento di ruoli e deleghe da parte del presidente della Giunta Gianni Chiodi. «All'amico senatore Fabrizio Di Stefano rispondo che le idee ce le abbiamo chiarissime. E sarà proprio la nostra chiarezza a ridare impulso, sostanza e brio all'azione amministrativa. Solo ora il senatore e vice coordinatore si è reso conto che ci sono due assessori da sostituire» spiega Nasuti, che è anche presidente della commissione Bilancio. «La politica avrebbe dovuto fare il proprio compito aiutando Chiodi, pieno di impegni e responsabilità, a rendersi conto che c'è necessità di un rimpasto per far ripartire l'esecutivo. Invece, cosa hanno detto il coordinatore Piccone e Di Stefano sul fatto che da parecchie settimane due assessori, all'Ambiente e Rifiuti e alla Sanità, sono fuori con le deleghe tenute dal presidente, che non essendo il padreterno, non può fare di tutto e di più? Andava stimolato a capire che così non si può andare avanti», continua Nasuti. «Intanto non si sa a che punto sia il sistema dei rifiuti e cosa sta accadendo col piano riordino della rete ospedaliera».
Prima di indicare la strategia di Fli e di tendere la mano alla Giunta Chiodi, il consigliere di Fli dà l'ultima stoccata al Pdl: «Mi fa piacere che gli interventi di Fli abbiano contribuito a far riunire qualche volta in più il direttivo del Pdl», chiarisce ancora. «Saremo noi a dettare l'agenda con l'obiettivo di essere costruttivi con il governo Chiodi ma soprattutto tenendo in mente che la gente chiede risposte, perché i problemi sono sempre più gravi, le famiglie non arrivano a metà mese, le richieste di aiuto sono sempre più presenti e dobbiamo intervenire per risolvere le varie questioni». L'appoggio esterno? «Abbiano parlato di appoggio esterno per dire che non siamo qui a lesinare poltrone, sgabelletti o strapuntini. Ripeto, dobbiamo risolvere i problemi della gente anziché parlare di escort e di scandali. La politica deve tornare a fare gli interessi della collettività. Ad esempio, in una Val di Sangro che era l'icona dell'Abruzzo, oggi le fabbriche continuano a chiudere quotidianamente. Torno a chiedere un tavolo permanente di maggioranza per risolvere i problemi veri degli abruzzesi. Altro che confusione. E chiedo al collega Di Stefano di tornare a parlare di politica vera». Il botta e risposta surriscalda un clima politico già teso nel Pdl che domani si riunirà per affrontare questioni come il rimpasto, il caso Castiglione e anche i rapporti col Fli, che torna a crescere in Abruzzo, dopo la bufera scatenata dalla nomina di Catone sostituito nel ruolo di coordinatore regionale dal parlamentare Daniele Toto.