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Pescara, 15/04/2026
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Data: 08/11/2010
Testata giornalistica: Il Centro
«Trenitalia, regione a rischio». La Filt Cgil: un consorzio per salvare i posti di lavoro

PESCARA. «Lo Stato centrale ha deciso di ridurre drasticamente i trasferimenti alle regioni nel campo della mobilità (in Abruzzo si dovrebbe passare da circa 150 a meno di 100 milioni). Questa decisione determinerà gravi danni alla mobilità pubblica dei cittadini, con conseguente aumento del traffico privato con effetti negativi nell'ecologia complessiva delle nostre città». A denunciarlo è la Cgil abruzzese.
«Pur riconoscendo che la scelta dell'assessore regionale ai trasporti di organizzare un tavolo comprensivo di tutti gli attori interessati al problema può agevolare una soluzione meno cruenta», sostiene Giovanni Carafa, responsabile regionale delle attività ferroviarie della Filt-Cgil Abruzzo, «la decisione che verrà adottata sarà sicuramente dolorosa per gli abruzzesi. Per renderla meno dolorosa, si dovrà saper resistere alle lusinghe degli interessi particolari, e sensibilizzarsi invece sugli interessi generali».
Secondo la Cgil, questa «l'occasione giusta non per tagliare ma per riorganizzare».
Nei momenti come questo, aggiunge il sindacato, «in cui si devono prendere obbligatoriamente delle decisioni forti, si può trovare la forza ed il consenso per attuare grandi progetti».
Quali? «La Regione», dice Carafa, «potrebbe decidere di operare tagli consistenti al trasporto ferroviario nonostante sia statisticamente il più sicuro, senza tener conto che viviamo in una regione verde, che il treno è il mezzo meno inquinante e che è l'unica alternativa all'intasamento delle strade. Se nell'immediato i costi ferroviari sembrano superiori, è solo perché nella contabilità dei vettori stradali non vengono considerati quei costi esterni (inquinamento, salute dei cittadini e manutenzione della rete stradale), che tante risorse poi assorbono dai cittadini e dalla comunità».
Secondo il sindacato, «se si dovessero verificare contrazioni consistenti nell'offerta ferroviaria regionale, si rischierebbe una gravissima perdita industriale con conseguenze drammatiche in campo occupazionale. Infatti quando l'offerta si riduce al di sotto di un certo numero di chilometri/treno (vedasi Umbria, Molise eccetera) quella regione perde la presenza diretta di Trenitalia a causa della chiusura di officine, direzione, uffici eccetera».
Il rischio, insomma, secondo la Cgil, è che i servizi offerti dalla Regione Abruzzo siano «acquistati dalle Direzioni del trasporto regionale di Trenitalia delle regioni limitrofe con le conseguenze del caso».
La Cgil propone la creazione di «un consorzio, o qualcosa di simile, del settore ferroviario della Sangritana con Trenitalia», per salvaguardare i «posti di lavoro, un miglior coordinamento dell'offerta con una conseguente diminuzione dei costi».
Una cosa simile, cocnlude il sindacato, «è stata fatta in Lombardia, dove la Divisione trasporto regionale Lombardia di Trenitalia si è unita con le Ferrovie Nord Milano».

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