La centralina di viale Crispi ha segnalato già 36 sforamenti annuali
E' allarme polveri sottili a Teramo. Le rilevazioni compiute dalla centralina di viale Crispi per il monitoraggio del Pm10 attestano già 36 sforamenti annuali, il limite massimo fissato per legge oltre il quale sono previste misure come il traffico a targhe alterne o addirittura l'attuazione della domenica ecologica. Teramo scoppia di traffico e l'inquinamento atmosferico è il prezzo da pagare. Citta di Virtù possiede la sua ricetta: «Urge il blocco della circolazione degli automezzi in tutto il centro cittadino» spiega Paolo D'Incecco. Per l'ambientalista teramano la disposizione delle targhe alterne non è da ritenersi una misura efficace «perché facilmente aggirabile». Ciò che suggerisce per l'immediato è l'istituzione di due domeniche ecologiche consecutive da abbinare a qualche ponte festivo tanto per far respirare aria pulita ai Teramani. D'Incecco si lamenta dell'unica centralina posizionata in un comune che è vasto circa 140 kmq «mentre ad esempio Pescara, che per grandezza è meno della metà, ne possiede ben quattro». I 36 superamenti monitorati anche dal sito internet dell'Arta potrebbero essere stati più numerosi se l'azione della centralina di monitoraggio «non fosse stata sospesa per manutenzione nel mese di settembre, periodo - com'è noto - molto sensibile a questo tipo di fenomeno». D'Incecco chiede agli amministratori locali di seguire l'esempio dei pescaresi «che hanno già promosso alcune domeniche ecologiche per far svaporare il problema, e di far in modo che la zona della città interessata sia molto più vasta del solito». C'è da dire che il valore delle polveri sottili si fissa mediamente sui 50 millesimi di millimetro al metro cubo (50 µm/m3). Continua D'Incecco, che prende la palla al balzo per chiedere più rigore in materia («ne va di mezzo la salute dei cittadini»): «L'impatto sanitario dell'inquinamento atmosferico nelle città italiane è notevole, 8.220 morti l'anno, da attribuire alle concentrazioni di Pm10 superiori ai 20 µg/m3; questo valore equivale al 9% della mortalità per tutte le cause (escludendo gli incidenti) nella popolazione oltre i 30 anni di età». E calcolando i casi di tumore collegabili alle vie respiratorie che si verificano nelle quattro province abruzzesi (con Pescara e Teramo appunto che svettano sulle altre due con picchi percentuali di un +12), «non vorrei - conclude D'Incecco - che la maggiore mortalità fosse dettata dalla concentrazione del traffico e da quindi l'azione superiore delle Pm10».