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Data: 08/11/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Grazie a Gianfranco il sistema può sbloccarsi di Gianfranco Pasquino

Una formazione molto distante dal partito-predellino

Lungamente, pazientemente e intelligentemente preparata, è arrivata la svolta di Bastia Umbra. Fini ha chiesto al presidente del Consiglio di rassegnare, con un colpo d'ala, le sue dimissioni. Dopodiché, diventerà possibile ricontrattare un programma e persino la composizione della coalizione di governo per giungere al completamento della legislatura. Ma il Cavaliere, già azzoppato dall'inerzia del suo governo del «fare niente» e dai suoi deplorevoli comportamenti privati, non è in grado di risollevarsi. Non sa neppure che cosa sperare: che i finiani votino una sfiducia esplicita, condannandosi all'accusa, peraltro un po' spuntata, di tradimento, oppure che il suo governo prosegua, ma esposto a uno stillicidio di sconfitte parlamentari. Comunque sia, il sistema politico italiano è entrato in una fibrillazione che potrà cessare soltanto con le elezioni, inevitabilmente ravvicinate.
Acclamato dai suoi sostenitori, accorsi numerosissimi e entusiasti, Fini ha delineato in maniera molto precisa quale partito vuole costruire, un modello distantissimo da quello che ha chiamato «il partito del predellino». Dovrà essere un partito che rimane nel centro-destra, ma che è nazionale e laico (qui sta, però, la contraddizione della sua apertura all'Udc), che apprezza la legalità, che premia il merito, che vuole partecipare alla costruzione dell'Unione Europea. Soprattutto, ha aggiunto Fini, dovrà essere un partito al suo interno democratico. L'ossatura di Futuro e Libertà già esiste. E' sostanzialmente quella della presenza sul territorio di buona parte di Alleanza Nazionale, ma Futuro e Libertà ha anche dimostrato di sapere accogliere parlamentari, consiglieri regionali, provinciali e comunali di altra provenienza. Anzi, il deflusso dal Popolo della Libertà a favore di Fini, già cominciato, sembra destinato a continuare.
Il compito che Fini e i suoi collaboratori si sono dati è decisamente ambizioso. Sconfiggere Berlusconi e conquistare la leadership nel centro-destra sono obiettivi necessari senza conseguire i quali Fini avrà fallito nella sua impresa. La strada da percorrere è lastricata da una serie di ostacoli politici e ancora di più istituzionali. Il governo in carica non si arrenderà tanto facilmente, vale a dire che Berlusconi e Bossi cercheranno di obbligare Fini ad assumersi le sue responsabilità affinché sia lui a «staccare la spina» e venga punito dagli elettori del centro-destra. Tuttavia, da adesso sia Berlusconi sia Bossi sanno che Fini è disponibile a cercare un accordo con tutte le altre forze politiche per riformare la pessima legge elettorale vigente. Cosicché, inevitabilmente, dovrà formarsi un altro governo, la cui natura è al momento imprevedibile, proprio con il delicatissimo compito di scrivere una legge elettorale decente e, probabilmente, di approvare la legge finanziaria per il 2011. Insomma, grazie a Fini il sistema politico può sbloccarsi, ma le incognite rimangono moltissime, non ultima un eventuale colpo di coda del Cavaliere, ferito e vendicativo.

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