Nasuti: «Siamo ancora più motivati a creare circoli e aggregare sempre più cittadini entusiasti»
L'AQUILA. In Abruzzo, almeno per ora, non ci saranno ripercussioni politiche dopo l'aut-aut di Fini a Berlusconi pronunciato nella convention umbra di Fli. I finiani abruzzesi vogliono cavalcare l'effetto Bastia Umbra per creare nuovo entusiasmo intorno al movimento del presidente della Camera, per accelerare la fase dell'organizzazione, ma soprattutto per dare nuovo impulso alla «campagna acquisti» in atto.
Dopo aver risolto, con la nomina a capo del partito in Abruzzo del parlamentare abruzzese Daniele Toto (uscito dal Pdl la settimana scorsa), la crisi interna innescata dalla investitura a coordinatore regionale del parlamentare ex Udc, Giampiero Catone, i nuovi vertici di Fli mirano a riprendere la marcia per recuperare terreno e allargare il consenso, soprattutto in consiglio regionale dove i finiani hanno solo due rappresentanti. Reduce, ieri sera, dal raduno dei finiani in Umbria, il vice coordinatore abruzzese del neo partito, Emilio Nasuti, consigliere regionale, era chiaro: «I molti finani di ritorno da Bastia Umbra sono ancora più motivati a creare circoli a muoversi per aggregare sempre più cittadini entusiasti che vogliano una politica nuova e più vicina ai bisogni della gente».
Ma il rapporto tra i finiani e il Pdl nel consiglio e nella giunta regionali sarà anche al centro, oggi a Pescara, della riunione del gruppo del Popolo della libertà, a cui parteciperanno il coordinatore regionale, Filippo Piccone, e il vice, Fabrizio Di Stefano. Nel summit si parlerà anche di que altri temi: il rimpasto della giunta priva di due assessori, Lanfranco Verturoni e Daniela Stati, azzoppati da due inchieste giudiziarie; e il cosiddetto caso Castiglione, cioè il ruolo nell'esecutivo dell'ex finiano rientrato nel Pdl.
A quest'agenda va aggiunto anche un ulteriore tema: i gravi rilievi sollevati, negli ultimi giorni, da Nasuti, che ha sottolineato l'esigenza di un rilancio dell'attività amministrativa e ha chiesto un tavolo permanente per la maggioranza. Un chiarimento rapido su questo punto interessa molto il Pdl che, nella previsione di un rimpasto, vuole sapere se i consiglieri regionali finiani entreranno in giunta oppure se ne resteranno fuori (come adesso) dando un appoggio esterno all'esecutivo. Ma il Fli darà una risposta solo dopo aver valutato la propria forza di aggregazione sia alla Regione sia negli altri enti territoriali.
Insomma, Fli, prima di presentare il conto, vorrebbe irrobustirsi per incidere a dovere nella coalizione che governa la Regione.
Nella settimana che inizia oggi, ci potrebbero essere nuovi ingressi in Fli e la costituzione di nuovi gruppi. Intanto, il partito di Fini potrebbe anche optare per le dimissioni di Nasuti dalla presidenza della commissione Bilancio del consiglio regionale, per coerenza con la posizione attuale che, senza presenza in giunta, equivale ad un appoggio esterno.
Ieri sera, dopo la conclusione della convention umbra, alla domanda su quali ripercussioni avrà in Abruzzo la richiesta di dimissioni rivolta da Fini a Berlusconi, il coordinatore regionale di Fli, Daniele Toto, ha risposto con un «no comment». Toto ha poi aggiunto che «il valore politico a livello nazionale è molto chiaro: Fini ha sottolineato la necessità che il governo faccia uno sforzo per attivare un meccanismo di ripresa attraverso un nuova agenda politica, nuovi uomini e anche con un auspicabile allargamento della coalizione».
«Tutto ciò», ha concluso il parlamentare, «passa attraverso la crisi politica».