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Pescara, 15/04/2026
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Data: 09/11/2010
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
L'aeroporto nella lista nera. L'assessore Morra: «Nella discussione col governo usciremo sicuramente bene»

Pescara nel lotto dei 24 scali con meno di 500mila passeggeri a rischio di taglio proprio nel momento del piano di rilancio

In fase di decollo, qualcuno spegne i motori all'aeroporto d'Abruzzo. Il piano del governo prevede un taglio netto agli scali che costano troppo e trasportano pochi passeggeri, quelli al di sotto di 500mila, e l'aeroporto di Pescara rientra nella lista nera dei 24 scali a rischio. La scure dei tagli, quindi, potrebbe abbattersi sull'unica struttura aeroportuale abruzzese proprio mentre la Regione e la Saga stanno lanciando il Piano marketing 2011 e si accingono a chiudere l'accordo con Ryanair per aumentare il numero delle rotte fisse in grado di assicurare l'arrivo di turisti veri. La notizia non coglie di sorpresa l'assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra che non perde l'abituale piglio battagliero: «Il rischio di chiusura esiste sulla carta, - spiega - ma nella realtà siamo in una fase di discussione col Governo dalla quale usciremo bene per vari motivi. Intanto l'aeroporto di Pescara è fra i pochi in Italia ad essere in crescita nel 2010, tant'è che a fine anno potrebbe superare la soglia dei 500mila passeggeri rispetto ai 420mila del 2009, inoltre il nostro scalo è l'unico esistente nella regione». Ragioni concrete che da sole non sono sufficienti a convincere il Governo per salvare l'aeroporto d'Abruzzo dai tagli: «Ma non è che siamo stati a baloccarci nel frattempo - replica Morra - tant'è che stiamo lavorando da qualche mese con le società di gestione di altre realtà del centro-nord con problemi ed esigenze simili alla nostra come Perugia, Forlì, Ancona e Parma (tutte a rischio taglio ndr). C'è stato un primo incontro a Perugia, presto ci ritroveremo a Cesena, quindi ne discuteremo a Pescara. Il futuro, inutile nasconderlo, è nella sinergia fra gli scali piccoli, evitando di farci concorrenza con rotte doppione e puntando su destinazioni peculiari per le singole realtà territoriali». Fra i 24 scali definiti "complementari" ovvero a rischio ci sono anche realtà di livello come Brescia, Ciampino, Reggio Calabria e Rimini, mentre fra quelli "strategici" ovvero senza problemi c'è Viterbo, che ha di fatto soffiato a Pescara il ruolo di terzo aeroporto di Roma. Per il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci, «la spada di Dàmocle sull'aeroporto d'Abruzzo non è colpa del Governo, ma dell'immobilismo del presidente della Regione Chiodi».

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