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Pescara, 15/04/2026
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09/11/2010
Il Messaggero
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Taxi, la sentenza congela il regolamento. La Cassazione apre alla concorrenza, il Comune vuol tutelare i pescaresi. Giovanetti: vorrà dire che anche
noi lavoreremo in altre città |
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Stop al nuovo regolamento comunale per il servizio taxi. Il documento era pronto per l'approvazione, ieri in Consiglio comunale, ma una recentissima sentenza della Corte di cassazione, a sostegno della liberalizzazione, lo ha minato alle fondamenta: per i giudici della Consulta, infatti, un tassista con licenza può essere chiamato da un cliente in qualsiasi città per essere prelevato e portato ovunque egli richieda. Un principio ad assoluta tutela del cliente-passeggero e fondato sulla libera concorrenza, almeno così è nelle intenzioni di chi lo ha affermato. Ma è anche un principio che contrasta nettamente con quanto messo nero su bianco nel regolamento del Comune di Pescara, mirato alla tutela delle 40 licenze concesse sul territorio comunale, se è vero che di fatto a Pescara vieta "invasioni di campo" a tassisti di altre città, a cominciare dai chietini della Cometa. A dimostrazione dell'alta tensione tra coop rivali è il manifesto funebre e beffardo che ieri è stato affisso da ignoti alla stazione di Pescara: un manifesto che celebrava il funerale del Cotape, "le esequie si terranno nel consiglio comunale di oggi, non fiori ma opere di bene". Uno sfottò amarissimo che ha rischiato di sfociare in reazioni violente: di certo i tassisti pescaresi hanno dovuto sforzarsi non poco per controllare i nervi. «Sai che ti dico? Del manifesto non ce n'è fregato proprio niente, che facciano e dicano quello che vogliono, noi avremo il nostro regolamento. E se la Cassazione consente di lavorare anche in altre città, su chiamata, vorrà dire che ne approfitteremo anche noi e il radiotaxi ci tornerà utilissimo» è stata la risposta decisa ma serena del presidente del Cotape, Michele Giovanetti. Per scongiurare il rischio di una esposizione a ricorsi - per altro annunciati, visto il clima di grave conflittualità tra i tassisti pescaresi e chietini - l'assessore Berardino Fiorilli ha concordato una pausa di riflessione con i rappresentanti del Cotape per sottoporre il documento ad un nuovo passaggio in Commissione Taxi: «Il nostro obiettivo è quello di blindare quanto più possibile il regolamento in modo da renderlo inoppugnabile» ha dichiarato l'assessore alla mobilità alla delegazione di tassisti pescaresi che ieri si sono affacciati in consiglio comunale con Giovanetti. «Chiediamo solo regole chiare, abbiamo famiglia e conti da pagare a fine mese, se qui si liberizza senza regole, se si cancellano i confini per l'attività di ciascuno di noi sarà il caos» hanno detto a più voci i tassisti all'assessore. Fiorilli ha affidato al dirigente del settore, Francesco Trisi, e ai legali del Comune di verificare e modificare al meglio i punti che potrebbero essere impugnabili, a cominciare dagli articoli 3 e 34 che prevedono il divieto di operare sul nostro territorio a chi non detiene una licenza rilasciata dal Comune di Pescara. Giovanetti ha anche rilevato altre conseguenze a suo dire negative della sentenza di Cassazione: «In sostanza in una stessa città sarà possibile applicare diverse tariffe, perché un conto è essere trasportati da taxi del luogo, altra cosa essere prelevati da chi viene da fuori e che per regola è obbligato a far partire il tassamentro dalla località di partenza - ha detto il presidente del Cotape -. E la difficoltà di controllare e accertare eventuali violazioni rischia di moltiplicare abusi e soprusi a danno di quei clienti che la cassazione vorrebbe invece tutelare».
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