PESCARA. Ancora una fumata nera al vertice del Pdl tra i coordinatori regionali Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano e il gruppo regionale in programma ieri sera nella sede pescarese del Consiglio regionale in piazza Unione.
Tra l'altro era assente dalla riunione il presidente della Regione Gianni Chiodi impegnato a preparare la visita del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in programma nel pomeriggio di oggi all'Aquila.
In una dichiarazione rilasciata alle agenzie prima del vertice il governatore ha di nuovo confermato la linea d'attesa rispetto al rimpasto in giunta (oggi mancano due assessori).
«Ogni decisione verrà presa quando il quadro politico sarà chiaro», ha spiegato Chiodi, «ora non lo è. Quello che è accaduto nelle ultime ore è sotto gli occhi di tutti. Il quadro politico abruzzese è cambiato. Ora c'è Futuro e Libertà e quindi è chiaro che bisognerà ragionare e andare avanti, sapendo che c'è una nuova formazione politica ed equilibri diversi. Ma, ripeto, fino a quando le cose non saranno chiare, e fino a quando non ci sarà una definizione chiara delle forze in campo, parlare di rimpasto sarà difficile. Dovremo anche vedere e tenere conto», ha concluso Chiodi «di quello che decideranno di fare i membri di Fli, quello che deciderà il Tribunale del Riesame di Teramo e quello che accadrà a L'Aquila, dove siamo ancora a livello di indagini preliminari».
Chiodi aspetta dunque che il 15 si pronunci il Tribunale del Riesame sulla revoca dell'obbligo di dimora per l'assessore alla sanità Lanfranco Venturoni. Ma potrebbero pesare anche eventuali richieste dei finiani per un posto in giunta.
La riunione del Pdl ha preso atto di questa posizione limitandosi a discutere dei punti all'ordine del giorno del Consiglio di questa mattina e dei riflessi della situazione romana sugli assetti della Regione. Anche per il vicecoordinatore regionale Fabrizio Di Stefano occorrerà comunque aspettare un chiarimento nazionale, «ma anche a livello locale il susseguirsi di coordinatori nel Fli ci impedisce una interlocuzione coerente e continuativa con nuova formazione». Di Stefano conferma però i «buoni rapporti» con i finiani abruzzesi.