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Pescara, 15/04/2026
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Data: 09/11/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Le barriere da abbattere. Ragazza in carrozzella bloccata sul 38 «Una commissione contro la città galera»

Albore Mascia raccoglie la proposta del disabile Ferrante: «Pronto a ricevere suggerimenti»

PESCARA. Luigi Albore Mascia raccoglie l'appello di Claudio Ferrante, il disabile che ha denunciato la città galera: «Lo convocherò personalmente in Comune per un incontro ufficiale». Il sindaco promette anche di istituire «una commissione per valutare i lavori pubblici».
Ferrante, uno dei trenta disability manager d'Italia, offre al Comune «una consulenza gratis per abbattere le barriere architettoniche», dal municipio al resto di Pescara. Il sindaco Mascia, dopo aver controllato i sette ostacoli che i disabili incontrano per entrare in Comune documentati in un video sul sito www.ilcentro.it, accetta: «Siamo consapevoli che in città, a partire da piazza Italia, c'è ancora molto da fare per concretizzare una Pescara a misura dei disabili, un progetto sul quale per sei anni sono stati eseguiti scarsi investimenti», accusa il sindaco. Piazza Italia (rifatta nel 2004), piazza Duca d'Aosta (nel 2005) e corso Vittorio Emanuele (nel 2006) sono vietati ai disabili.
«Valuterò l'opportunità di istituire una commissione chiamata a esaminare, dal punto di vista dei disabili, tutti i progetti di riqualificazione urbana e di manutenzione di strade e marciapiedi, per prevedere l'adozione di misure che spesso sfuggono agli altri. Sono pronto a ricevere suggerimenti». Il sindaco assicura anche: «Il montacarichi rotto in Comune? Sarà aggiustato».
Ma è di ieri l'ultimo episodio, in via Tiburtina: non c'entra il Comune, ma la Gtm. Una disabile in carrozzella è scesa dal 38 soltanto grazie all'aiuto dell'autista e di altre tre persone che l'hanno sollevata: la pedana automatica non ha funzionato.
Ma non sono solo le istituzioni a essere vietate. «Le barriere scelte da Ferrante hanno un forte valore simbolico e se già il primo palazzo è inaccessibile, figuriamoci il resto», dice l'associazione Sottosopra, presieduta da Cristina Celsi, «pensate a quante volte entrate in un negozio e capirete perché questo argomento per noi è importante: normalmente, i bipedi scelgono un negozio per gusti, vicinanza e convenienza; noi a quattro ruote scegliamo un negozio accessibile o, peggio, il meno inaccessibile. Se fate shopping in corso Umberto, vi accorgerete che nove negozi su dieci sono inaccessibili e se volete un drink in corso Manthoné, la situazione non cambia. Molti diranno che questi non sono bisogni primari, ma noi pensiamo che la libertà sia un diritto primario e come diceva Gaber "La libertà non è stare su un albero, ma è partecipazione". Vorremmo fare una domanda ai commercianti di Pescara: al di là che ci sarebbe una legge da rispettare, ma lo sapete che se ci permettete di entrare potremmo anche comprare e voi guadagnare? I nostri soldi sono veri, non giochiamo a Monopoli».

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