ROMA Si chiama Rfi l'autentico pomo della discordia tra Ntv e Fs. Tre sigle nelle quali è sostanziata la sfida ad Alta Velocità tra Luca Cordero di Montezemolo e Mauro Moretti. L'ex presidente di Fiat ha ribadito, in una audizione alla Camera, che per liberalizzare la rete è ineludibile la separazione della infrastruttura, cioè di Rfi, dalle Fs. Operazione che, per Montezemolo «è il necessario tassello finale per la realizzazione di una completa ristrutturazione del settore». A stretto giro di agenzie la replica del top manager di Fs. «Questa separazione non c'è in quasi nessuna parte del mondo. Non esiste la liberalizzazione astratta che si fa sulla base di personali convinzioni, ma sulla base di regole precise che ha fissato l'Ue. Quelle stiamo rispettando. E poi dove c'è stata la separazione l'industria ferroviaria nazionale è scomparsa». Gelata per Montezemolo dal ministro delle Infrastrutture Matteoli: «Se chiede di poter usufruire della rete con i treni privati ha ragione, ma la separazione societaria non è in agenda». Round chiuso, ma sfida destinata a continuare nonostante una sorta di accordo di non belligeranza raggiunto ormai qualche settimana fa a palazzo Chigi. Ed, evidentemente, saltato.
Di motivi di attrito ce ne sono altri. L'Authority che dovrebbe far rispettare le regole di una corretta concorrenza e i 25 treni superveloci che costituiranno la flotta della Ntv. «Alstom - ha puntualizzato Montezemolo - è il più grande costruttore di treni del mondo, non è accettabile che gli appunti vengano dal nostro concorrente». Ad agosto nelle prove sulla Roma-Milano la macchina francese aveva avuto dei problemi sui binari. Colpa dell'infrastruttura, aveva denunciato il gruppo transalpino. Macchè, colpa dei vostri treni, avevano replicato le Fs. L'Authority: Montezemolo ha insistito sulla necessità di un organismo indipendente che «può creare un mercato effettivamente competitivo». Replica di Moretti: «E' il governo che decidere non le aziende».