Battute e barzellette per finanzieri e carabinieri
L'AQUILA - Fuori sono tornati i ragazzi con le carriole. Ma la polizia non li fa avvicinare. Loro alzano cartelli irridenti: «Tu bunga bunga, noi macerie». Le carriole infatti sono piene di macerie. Berlusconi di nuovo a L'Aquila dopo 10 mesi: l'ultima volta era stata il 29 gennaio, poi sono successe molte cose. Nella caserma della Guardia di Finanza di Coppito il premier consegna 17 benemerenze, 17 medaglie d'oro, onorando così l'intero sistema della Protezione civile (carabinieri, esercito, pompieri, croce rossa?) che il 6 aprile del 2009 scese in campo per salvare L'Aquila dal terremoto.
SORRISI PACCHE - Sembra di buon umore:
FINI - Il premier sa bene che un'infilata di taccuini e telecamere l'aspetta al varco per chiedergli di Fini e delle ultime vicende. Lui evita. Però a un tratto parlando agli aquilani della speranza dopo il terremoto cita il verso di una poesia di Giovanni Pascoli che s'intitola «La mia sera». Citazione involontaria? Comunque fa così: «?la nube nel giorno più nera fu quella che vedo più rosa nell'ultima sera». Il cielo si fa chiaro dopo la tempesta? Chissà, a Roma comunque s'addensano i nuvoloni. Eppoi c'è un'altra frase che Berlusconi pronuncia, riferendosi al post-terremoto, una frase che sembra la risposta orgogliosa a tutte le critiche ricevute negli ultimi tempi dopo le Ruby e le Nadie di Arcore: «Io credo di aver degnamente rappresentato il popolo italiano che si è stretto intorno a voi", dice il presidente rivolto alla platea degli aquilani raccolti nell'Auditorium della caserma.
CARRIOLE - Fuori intanto i ragazzi con le carriole, al grido di «Via gli sciacalli dalla città» bloccano l'auto del neo-vicecommissario per la ricostruzione, Cicchetti. Lui minimizza: «Nessun problema, m'hanno riconosciuto?». Piove tantissimo. Berlusconi, dentro, prima di tornare a Roma, sfodera ancora un paio di battute degne di nota. Premiando il padrone di casa, il generale Di Paolo della Guardia di Finanza, ricorda di essere lui «il primo contribuente» e si auspica che «la lotta all'evasione fiscale possa continuare», così che pure «se non riuscissimo a ridurre la pressione fiscale complessiva» si otterrebbe comunque «una pressione minore sugli onesti pagatori come noi». La conclusione, però, è dedicata ai carabinieri («Finchè ci sono i carabinieri, sono convinto che c'è e ci sarà la democrazia in Italia»). E al generale Gallitelli dice: «Quando è venuto in Italia il capo della Libia (Muammar Gheddafi, ndr) il vostro carosello ha davvero umiliato i cavalieri di Tripoli. Bravi, congratulazioni».