Toto (Fli): «Improponibile, inverecondo». Paolucci (Pd): «Che arroganza»
PESCARA - Non c'è un di qua o un di là, una sinistra o una destra, un centro o una periferia. Non ci sono voci che non parlino insieme, che all'unisono non urlino la propria rabbia, lo sconforto di chi non viene ascoltato. Non c'è consigliere o politico o segretario di partito che dica a Gianni Chiodi ma che bravo che sei stato. C'è una strada dritta e comune che percorrono tutti ma proprio tutti, dal Pd al Pdl a Fli, con inclinazioni diverse, toni e parole più o meno dure ma un unico messaggio: arroganza. Sì, è arrogante il governatore che nasconde a tutti, sindaci medici ai suoi stessi colleghi di partito, il taglio di 217 unità operative complesse nelle quattro Asl abruzzesi. E' arrogante Chiodi che tiene chiuso il piano di riordino dei primariati nel cassetto, che non lo concorda con nessuno. «Arrogante», dice Silvio Paolucci del Pd. «Tecnici scienziati», insulta Lorenzo Sospiri. Durissime le reazioni dei partiti il giorno dopo la lettura sul Messaggero del documento top secret di Chiodi & Baraldi, e l'attacco più violento arriva dal cuore del suo stesso partito, porta la firma di Lorenzo Sospiri consigliere regionale Pdl di Pescara. E sceglie i tagli ai primari per la sua prima uscita ufficiale da coordinatore di Futuro e libertà anche Daniele Toto: «Le bozze sul ridisegno della sanità regionale sono improponibili e inverecondi. Se fossero minimamente vere le affermazioni trionfali che nei mesi scorsi hanno puntualmente accompagnato l'opera della ghigliottina commissariale sulla sanità regionale, ossia che quello in corso sarebbe stato l'anno del pareggio dei conti - scrive Toto - non si vede perchè si stia preparando una macelleria sanitaria di queste proporzioni». Tagli che mostrano secondo il leader Fli, «l'indifferenza più cinica per i problemi legati alla mobilità sul territorio regionale» e che rischiano di portare «acqua al mulino altrui» con la mobilità passiva. Toto approfitta per dire che ai futuristi non stanno a cuore le poltrone, «ma gli sgabelli su cui seggono gli abruzzesi, perchè non rimangano col sedere per terra».
«Ancora una volta Chiodi, nel chiuso della sua stanza e senza trasparenza, decide di umiliare gli operatori e i pazienti della sanità pubblica, con gravi squilibri riguardanti vasti territori della nostra regione - dice il segretario Pd Silvio Paolucci - Dopo i proclami tranquillizzanti, Chiodi ora cala l'accetta sulla sanità pubblica tagliando 217 unità operative complesse e quindi riducendo del 40 per cento i servizi ai cittadini. Di nuovo Chiodi pretende di calare dall'alto le sue decisioni su tutti e sui pazienti che vedranno aumentati disservizi e file d'attesa. La destra mostra un volto arrogante e senza precedenti».
E c'è anche il fuoco amico, quello di Lorenzo Sospiri che accusa Chiodi di aver tradito gli impegni: «L'organizzazione dei servizi doveva passare per la concertazione con gli enti locali coordinati dalle Province, come aveva stabilito un apposito ordine del giorno di maggioranza approvato dal consiglio regionale». La minaccia: «Il commissario Chiodi che ha sin qui goduto di fiducia incondizionata al buio da parte della maggioranza, deve garantire questo confronto o altrimenti lui e i suoi tecnici scienziati potranno sciogliere il consiglio, così faremmo risparmiare un sacco di soldi agli abruzzesi». Popoli non chiuderà, promette Sospiri, perchè così ha promesso Chiodi, ma anche perchè «molti consiglieri non lo permetteranno». Ma le ultime quattro righe della lettera dovrebbero suonare come un campanello d'allarme per il governatore: «Il tempo è galantuomo, e se si è mentito prima o poi lo si scoprirà, e il consiglio regionale avrà modo di correggere eventuali favoritismi territoriali. Il presidente Chiodi sa che c'è sul suo tavolo una cartellina di lavoro con intestazione Pescara: forse è tempo che la apra».