E - forse - rimosso un ostacolo sulla via della celere approvazione dei decreti attuativi del federalismo, come chiede la Lega. La posizione maggioritaria tra i governatori, compreso Roberto Formigoni ma non i leghisti Cota e Zaia, è infatti che i minori stanziamenti decisi con la manovra estiva (4,5 miliardi l'anno per il solo comparto regionale) compromettono l'impianto stesso della riforma federale. Di qui la necessità di operare almeno una parziale correzione.
Intanto però sul pacchetto sviluppo la quadratura del cerchio non è ancora stata trovata. La lista delle priorità così come riferita da alcuni partecipanti all'incontro di ieri, tra cui Italo Bocchino in rappresentanza di Futuro e Libertà, include i fondi per l'università, quantificati in circa un miliardo, quelli destinati alla proroga degli ammortizzatori sociali, il finanziamento delle missioni di pace all'estero, il cinque per mille Irpef ad appannaggio del volontariato e della ricerca ed altre voci.
Dal lato delle coperture ci sono i circa 2,5 miliardi attesi dall'asta delle frequenze digitali (si tratta però di una voce una tantum, che quindi basta solo per un anno), gli 1,5 miliardi ricavati dal Fondo costituito presso la Presidenza del Consiglio (un'altra copertura non strutturale) e circa un miliardo che deriverebbe dal settore dei giochi, grazie ad un inasprimento delle norme contro l'evasione ed a un potenziamento del poker on line legale. In tutto circa cinque miliardi: all'appello ne mancherebbero circa due. Ci sono ancora una manciata di ore per definire la versione definitiva del maxi-emendamento e dunque al ministero dell'Economia è in corso la ricerca di nuove voci a cui attingere per colmare la differenza. In ogni caso la coperta è corta ed alla fine alcune misure potrebbero non rientrare nel testo. A rischio è ad esempio la proroga della detrazione Irpef del 55 per cento finalizzata al risparmio energetico, per la quale però spinge Confindustria. Ma il governo deve anche trovare i soldi per prolungare la sospensione del ticket sanitario sulla diagnostica: in caso contrario il costo di questa voce potrebbe scaricarsi sui cittadini.
Non ci sarebbero invece problemi per l'intervento sugli enti locali, visto che i minori tagli sarebbero compensati all'interno del settore, con maggiori sacrifici richiesti alle Regioni a statuto speciale ed alle amministrazioni meno virtuose. In pratica il governo fisserebbe dei paletti in questo senso, invece di lasciare completamente alle Regioni la ripartizione dei tagli. Questa però è al momento solo un'ipotesi tecnica da verificare: non è un caso che Vasco Errani, presidente della Conferenza Regioni oltre che dell'Emilia Romagna, sia tornato a sollecitare un incontro formale con l'esecutivo.
Sulla legge di stabilità continuano intanto ad addensarsi le nubi originate dalle turbolenze politiche. E con esse, seppur in misura per ora molto limitata, anche le preoccupazioni internazionali sulla tenuta del nostro Paese. I timori principali vengono naturalmente dall'Irlanda e dal Portogallo, in questo momento sorvegliati speciali dei mercati, ma è chiaro che in un contesto del genere ulteriori elementi di incertezza non aiutano: così ieri anche lo spread (differenziale) tra il Btp italiano e il bund tedesco è tornato brevemente al di sopra dei 170 punti base, per poi riscendere a 161.