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Pescara, 18/06/2026
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11/11/2010
Il Centro
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Accordo sulla manovrina da 5 miliardi. Meno risorse per il maxiemendamento. Errani insiste: «Vogliamo capire se si possono evitare tagli pesanti sui servizi, sul trasporto pubblico locale, sulla sanità e l'assistenza» |
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ROMA. I due miliardi che mancavano non si sono trovati e Tremonti ha dovuto dare il via libera a una manovra da 5,2 miliardi invece dei 7 previsti. La maggioranza sigla un accordo di massima per far confluire le misure dedicate allo sviluppo in un maxi emendamento alla legge di stabilità. Quello che sembra essere uno degli ultimi atti del governo Berlusconi avrà comunque il semaforo verde da centristi e finiiani «pers enso di responsabilità» come emerge da un incontro tra Fini, Casini e Rutelli. Il vice ministro dell'Economia Vegas conferma che le coperture per il provvedimento dovrebbero venire dall'asta sulle frequenze per le telecomunicazioni (che dovrebbe portare circa 2,5 miliardi); dai giochi e dalla lotta all'evasione (1 miliardo) e dal «fondo Letta» per 1,7 miliardi. Per un totale, quindi, di 5,2 miliardi. Ci saranno, poi altre riduzioni di spesa. Restano confermati, spiega Vegas, i fondi per un anno per l'università (1 miliardo compresi i voucher per le aziende che affidano le proprie ricerche alle università italiane) e la proroga della cassa integrazione in deroga (1,5 miliardi) e dovrebbe venire confermata per un anno la defiscalizzazione dei salari di produttività (800 milioni). Viene poi confermato l'allentamento del patto di stabilità in favore di Comuni e Regioni (1,2 miliardi). Entrerebbe nel maxi-emendamento anche il rifinanziamento del 5xmille, ma, spiega Vegas «non credo per tutto l'anno». C'è poi il rifinanziamento delle missioni internazionali per 6 mesi (800 milioni). Arriverebbero poi i fondi per scuole paritarie (250 milioni), la proroga dell'esenzione dai ticket per le visite specialistiche (400 milioni) e forse qualcosa per l'editoria. Stop ai risarcimenti facili senza passare dal giudice e giro di vite su frodi Rc auto. Infine sarebbe stato messo nero su bianco su richiesta dell'Mpa che i fondi Fas per l'edilizia sanitaria verranno distribuiti per l'85% al sud e per il 15% al nord. L'accordo nella maggioranza è arrivato dopo forti tensioni. E anche ieri il ministro dell'Ambiente Prestigiacomo aveva ammonito a non toccare i pochi fondi rimasti al suo ministero perché si trattava di «spese insopprimibili». Alti lamenti si erano levati anche da parte del minstro dell'Agricoltura Galan: «I fondi per l'agricoltura ci devono essere. E'impensabile che non siano assegnati fondi. I soldi sono necessari, devono essere trovati». E l'insieme della manovra trova le Regioni sul piede di guerra. «Continuiamo a chiedere modifiche a una manovra insostenibile che prevede un taglio pesante per i servizi alle persone e alle famiglie» attacca il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani ricordando di essere ancora in attesa dell'incontro col governo: «Vogliamo capire se si possono evitare tagli pesanti sui servizi, sul trasporto pubblico locale, sulla sanità e l'assistenza». Critico il Pd sulla parte riguardante l'Università: il miliardo stanziato «non era sufficiente a restituire completamente agli atenei quanto sottratto dalla lege di stabilità».
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