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Pescara, 18/06/2026
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Data: 12/11/2010
Testata giornalistica: La Gazzetta del Sud
Sistema trasporti e futuro della città dalle parole ai fatti

Che il sistema dei trasporti in Calabria, ed in primo luogo nella città di Reggio stia, ormai da anni, subendo duri colpi è ormai sotto gli occhi di tutti. E non è che la protesta sia mancata, anzi. Ad ogni treno tagliato raffica di comunicati stampa di sindacati, politici, amministratori. Ad ogni aereo limitato una corale indignazione. Ad ogni servizio dequalificato la stessa protesta collettiva. Tutti, insomma, hanno (e abbiamo) vibratamente protestato: i parlamentari di sinistra, centro e destra; i consiglieri regionali, quelli provinciali e comunali, gli assessori, i sindaci, i presidenti di provincia. E allora c'è qualcosa che non quadra, che oggettivamente deve fare riflettere. Se tutti protestano e, a parole, hanno lo stesso obiettivo, se una intera città nelle sue diverse rappresentanze politiche, istituzionali e sindacali si unisce per raggiungere l'obiettivo di evitare la completa spoliazione del proprio sistema di mobilità e non si riesce a cavare, almeno fino ad oggi, un ragno dal buco vuol dire che bisogna tentare di avviare una profonda riflessione. Innanzitutto, sulle proprie classi dirigenti, su quali sforzi in questi anni hanno prodotto, su quali obiettivi di fondo hanno lavorato, su quali eccellenze hanno tentato di favorire, su quali linee strategiche hanno puntato per favorire lo sviluppo sociale ed economico della città. Se riflettiamo sugli ultimi quattro anni due sono state le questioni che hanno animato il dibattito a Reggio: la città metropolitana ed i Bronzi di Riace. Ma davvero possiamo pensare che una città normale, che voglia costruire con dignità il proprio futuro, possa limitare la propria corale azione su queste due questioni? O forse, più che l'interesse per la città, si concordavano in quegli anni comuni interessi elettorali per garantirsi poltrone e potere? E se allora in pochi giorni si riusciva a trattare con un ministro della Repubblica per Bronzi e città metropolitana perché oggi non si riesce a costruire una relazione seria con il Ministro dei Trasporti per fermare lo scempio dei tagli dei treni, per evitare il definanziamento della Metropolitana di superficie, per scongiurare il declassamento dell'Aeroporto dello Stretto, per trovare le risorse necessarie per il rapido completamento dell'ammodernamento della Salerno- Reggio Calabria? Ma anche se volessimo continuare a discutere di città metropolitana, che difficilmente potrà essere realizzata, come la si potrà costruire se Reggio viene totalmente emarginata dal resto del Paese con un sistema di trasporti sempre più colpito e reso improduttivo? Credo che occorra guardare criticamente all'azione politica ed amministrativa degli ultimi anni. E penso che sia necessario ricostruire un nuovo pensiero politico, amministrativo ed anche sociale per ridare alla città di Reggio una speranza per il proprio futuro. Lo devono fare, in primo luogo, i partiti che devono recuperare una propria capacità progettuale che è stata completamente assente, impoverendo anche per questa via il dibattito più complessivo. Questo è uno dei motivi, se non il maggiore, della debolezza economica, sociale e culturale della città di Reggio Calabria. Per questi motivi ritengo importante l'iniziativa proposta dalla Filt Calabria di costruire una discussione seria sul sistema dei trasporti che veda impegnate tutte le espressioni della città per riaprire una interlocuzione con il Governo nazionale in grado di conquistare risultati veri nell'interesse dei cittadini e non tigri di carta con cui mantenere interessi personali e di potere. *Segretario generale Filt-Cgil Calabria Interessante la "provocazione" di Nino Costantino, che però merita qualche riga di riflessione. Apprezzabile l'idea di aprire la discussione a tutto campo sulla gravissima questione dei trasporti, argomento sul quale abbiamo scritto pagine e pagine di giornale. Ma c'è da ricordare che di recente il comune di Reggio, su proposta del sindaco Raffa, ha lanciato l'Osservatorio, in cui sono rappresentati tutti i sindacati, compresa la Cgil. Può essere questo il "tavolo tecnico-politico" da portare avanti. Non siamo d'accordo, invece, quando si tende a svalutare lo storico risultato del riconoscimento di Città metropolitana: è questo l'unico, vero, percorso di sviluppo per l'intero territorio. E, quindi, bisogna augurarsi e lottare affinché questo "scatolone" per adesso vuoto possa essere riempito, subito dopo l'approvazione dei decreti attuativi, di contenuti.

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