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Data: 12/11/2010
Testata giornalistica: La Repubblica
Trasporto scolastico - «Costi alti e pullman mai puntuali» la rivolta di genitori e insegnanti

Viaggio con gli studenti sui mezzi del trasporto scolastico: "Usano vetture vecchie e gli autisti spesso trattano come pacchi i nostri ragazzi"

IL PULMINO giallo, che si scorge in lontananza, è in ritardo di qualche minuto. «Fortuna che oggi non piove, così almeno non arriviamo zuppi d'acqua a scuola come l'altro giorno». Manca qualche minuto alle 8, nel quartiere Poggiofranco, e Antonio, come ogni mattina sta attendendo alla fermata che quel furgoncino colorato lo porti a scuola. Con l'innocenza dei suoi dieci anni, non immagina che dietro quella navetta con la scritta scuolabus sulla fiancata, possa celarsi un affare da milioni di euro. Il padre, invece, lo sa bene. «Abbiamo subìto un aumento di oltre il 150 per cento e ci tocca pure sentire che le gare d'appalto non erano regolari» sbotta Giuseppe, che fino allo scorso anno per mandare il figlio in bus alla scuola Montello pagava meno di 200 euro all'anno. Ora invece spende 50 euro al mese e a fine anno scolastico ne avrà investiti 400. «Il problema è che il servizio non è così valido come sembra. L'aumento è inadeguato rispetto a cosa ci offrono. Le sembra un pullmino nuovo di zecca questo?» domanda un altro genitore. La scena è destinata a ripetersi circa cinque ore dopo, al ritorno dello scuolabus. In mezzo, c'è una giornata lavorativa e soprattutto due tragitti della navetta, che non sempre lasciano tranquilli i genitori. «Quello dell'aumento delle tariffe è il principale dei problemi denunciati - spiega Anna Maria Lagattolla, preside del circolo didattico Japigia II - ma i genitori non sempre sono disposti a mettere nero su bianco le loro proteste. In più, forse qualcuno ha scambiato il trasporto pubblico per un servizio a domicilio che ti prende e porta fin dentro casa il bimbo, ma non è così». Davanti alla scuola Rodari e gli altri tre plessi dell'istituto, si concentra almeno una mezza dozzina di pulmini. «Quest'anno la situazione sembra ancora tranquilla - evidenzia la preside - ma abbiamo bisogno di un costante monitoraggio su orari, puntualità, mezzi perché ce ne sono di troppo obsoleti in giro». Appunti anche sul comportamento di alcuni autisti: «Ci rispondono in maniera sgarbata e trattanoi nostri bambini come dei pacchi», accusa un signore davanti alla fermata del bus in attesa del figlio. «Non capiscono che i loro figli sono tutt'altro che dei santi e durante il percorso si comportano in maniera incredibile», spiega un assistente, appena terminato il turno di servizio accanto all'autista. Quello della puntualità resta però il problema più delicato. Lo sanno bene al Circolo didattico San Girolamo, che accoglie oltre 900 studenti, il 70 per cento dei quali pendolari. Qui il problema riguarda sia gli scuolabus che i vari mezzi dell'Amtab e delle altre aziende. «La preside non sa più come uscirne da questa situazione - evidenzia la vice del dirigente scolastico, Annunziata Lattanzio - e i ragazzi arrivano sempre in ritardo perché gli orari dei mezzi non sono adeguati a quelli delle lezioni. Sia i pendolari da Cassano, Bitetto, Bitritto, che quelli di Bari hanno notevoli problemi, anche perché non ci sono mezzi sufficienti e spesso i ragazzi sono costretti a tornare a casa alle 16». Per ora solo la Stp, società trasporti provinciali, ha riprogrammato le corse su invito del provveditore Giovanni Lacoppola. Gli altri sono in ritardo.

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