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Data: 12/11/2010
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
Niente bus all'alunno disabile. Lo accompagna la madre. Il sindaco Cicchillitti: «Tutte menzogne»

La difficile storia di un bimbo di Castelguidone. Accuse al Comune di negare il promesso trasporto scolastico

Il servizio di trasporto scolastico per l'unico bambino disabile, da tempo annunciato dall'amministrazione comunale di Castelguidone, tarda ad arrivare. «Un inaccettabile caso di discriminazione» sostiene con durezza il consigliere di opposizione Elvio Di Paolo, e in paese scoppia un vero e proprio caso. La locale scuola per l'infanzia, infatti, è frequentata da un bambino disabile. Il piccolo abita in una frazione di Castelguidone, a quattro chilometri di distanza dal centro e dal plesso scolastico. All'apertura, a settembre, l'amministrazione comunale avrebbe promesso alla mamma del piccolo l'attivazione di un servizio di trasporto adeguato al caso - questo almeno sostengono i ferrei oppositori del sindaco Mario Cicchillitti. Finora però è la donna che ogni giorno accompagna il figliolo in classe, per poi andare a riprenderlo, alla fine delle lezioni, con la propria autovettura. Per Elvio Di Paolo il problema, probabilmente, è che il bambino disabile non può usufruire del servizio offerto dallo scuolabus in dotazione al Municipio, perchè evidentemente il mezzo non è adatto al trasporto di bambini con disabilità. Ma il sindaco Cicchilitti, appresa la posizione di Di Paolo, sbotta: «Sono menzogne cariche di vergogna per chi le propone. Viene descritta una situazione che non ha alcuna aderenza con la realtà. Accade esattamente il contrario di quanto riferiscono. Noi fin da settembre abbiamo preso a cuore la situazione del piccolo, nominando un assistente materiale e stabilendo, su richiesta della stessa famiglia, che fino a dicembre fosse la stessa mamma ad occuparsi del trasporto a scuola per evitare traumi al minore. Poi, a gennaio, si vedrà. Aggiungo che ai genitori del bimbo questo non sta comportando alcun aggravio economico. È inaccettabile strumentalizzare in questo modo una condizione di disabilità».

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