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Pescara, 18/06/2026
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Data: 12/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sanità e precari, due grane per la Giunta regionale. Sel: «Ospedali, si taglia e basta. E non si potenziano i servizi». Carpineta frena i portaborse

PESCARA - Dirà che non ha tempo, come ha fatto anticipare a Castiglione, non c'è tempo per confrontarsi con sindaci e politici del territorio sui tagli della sanità. Dirà questo Gianni Chiodi al gruppo Pdl convocato per lunedì a Pescara, primo punto all'ordine del giorno proprio la sforbiciata a 217 unità operative complesse e il taglio di ospedali come quello di Popoli che non era stato inserito nel piano. Dirà che lavora tanto e lavora troppo, che fa tutto lui e per riordinare i conti della sanità non c'è tempo per tante chiacchiere, alla faccia del consiglio regionale e dell'ordine del giorno approvato il 28 luglio. Ma i consiglieri Pdl capitanati da Lorenzo Sospiri lo aspettano al varco, anche sul nodo del rimpasto.
E va all'attacco di Chiodi anche Sel, Sinistra ecologia e libertà: «La nuova "mazzata" della Giunta Regionale al sistema sanitario abruzzese conferma la impostazione ragionieristica della politica sanitaria di rientro dal debito sanitario che porta avanti il commissario Chiodi. Si taglia e basta senza preoccuparsi di potenziare contemporaneamente i servizi territoriali extraospedalieri a cui dovrebbero rivolgersi i malati abruzzesi. Gli ospedali minori devono chiudere, quelli grandi vengono trascurati mentre aumentano i vuoti negli organici medici, infermieristici e tecnico-sanitari con il peggioramento delle liste di attesa arrivate ormai a cifre incredibili. Ormai molti professionisti pensano di abbandonare il servizio pubblico rifugiandosi nel privato o addirittura emigrano all'estero e in altre Regioni italiane impoverendo così la qualità della sanità abruzzese.Basta farsi un giro negli ospedali, a partire da quello più grande di Pescara, per rendersi conto della crisi del sistema sanitario abruzzese e della inadeguatezza di una giunta regionale a fronteggiare con serietà e competenza i tanti problemi esistenti».
Ma un'altra grana per la Regione è quella dei precari. Quella legge è «l'ennesimo colpo di mano per sistemare gli amici di turno», dice Rosanna Mattoscio della Rsu Cgil. Ma la norma «non risolve: i problemi organizzativi dell'Ente che grazie alla disorganizzazione voluta dalla Giunta ormai è allo sbando; la questione dei precari; la tanto sbandierata meritocrazia; il proclama più volte enunciato forse per creare illusioni, di presunte opportunità ai giovani disoccupati». Ma secondo la Cgil la norma «offende e umilia la dignità del personale regionale che ancora una vota deve assistere al varo di provvedimenti legislativi "ad personas" per pochi privilegiati il cui unico "merito" è l'appartenenza». Ma per l'assessore al Personale Federica Carpineta che firma un comunicato insieme a Cisl, Uil, Csa, Direr, Confsal, precisa che «il testo approvato è la trasposizione di quanto concordato nella riunione del 5 novembre». La Carpineta aggiunge che nella delibera regionale sarà ripristinato il passaggio che «esclude il personale delle segreterie», cioè i famosi portaborse.

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