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Data: 12/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Napolitano critica i tagli alla cieca «Buio e confusione su scelte e priorità. Occuparsi dei problemi invece di dare pretesti al gossip»

ROMA Non è la prima volta che Giorgio Napolitano critica i tagli alla cieca, che non distinguono le priorità. Anzi, è la critica che ha ripetuto con più nettezza ogni volta che s'è parlato di giovani, università, ricerca e investimenti mancati. «C'è una grande confusione, un grande buio, il vuoto sulle scelte e sulle priorità nella destinazione delle risorse pubbliche», ha ripetuto ieri a Padova parlando all'assemblea dell'associazione dei medici per l'Africa. «Abbiamo un debito pesante sulle spalle e dobbiamo contenere la spesa pubblica. Ma non dobbiamo tagliare tutto. L'arte della politica consiste proprio nel fare delle scelte».
La tappa veneta è per il presidente un bagno di folla incredibile e affettuoso, quasi trionfante, assai diverso dal clima teso che ha accolto il premier l'altro giorno tra gli alluvionati.
La riprova di quanto dicono i sondaggi, con un gradimento per il Colle alle stelle. Il calore e l'afflato unitario sono stati talmente forti da rincuorare il capo dello Stato che ha subito infranto il tabù: «Si può supporre che in questa regione lo spirito unitario sia meno forte, invece il sentimento dell'unità nazionale è più forte di quanto non si dica». «Nel nostro paese c'è un patrimonio di generosità, di dedizione e di spirito di sacrificio. Anche questo per fortuna è l'Italia. E quando ci interroghiamo sul nostro futuro non dobbiamo dimenticarcelo».
Il presidente della Repubblica fa di tutto per riaffermare il suo essere super partes e fuori dalla mischia velenosa di questi giorni. Ricorda infatti che le sue sono prerogative di «un potere che un tempo veniva definito come un potere neutro, che non è stritolato nella mischia», «rappresentante dell'unità nazionale e custode dei valori della Costituzione».
Di qui la severità bipartisan dei suoi moniti. Come la frase più incisiva della giornata: «I giornali sono invasi dal gossip, ma il problema è di non dare pretesti al gossip e di occuparsi invece dei problemi». «Chi ha un briciolo di responsabilità pubblica non si può concedere il lusso del pessimismo. Ma deve essere ottimista e nutrire la speranza. Sapendo comunque qual è il prezzo da pagare per essere ottimisti, compiendo un'analisi impietosa e lucida sulle scelte che ci attendono».
Sull'alluvione che ha colpito il Veneto arriva un'altra stoccata implicita: «Io non posso sostituirmi a chi deve dare risposte avendo la competenza e la responsabilità». «Io mi sono impegnato a rappresentare le situazioni e i problemi che i sindaci mi hanno esposto, dando prova di aver fatto sforzi straordinari davanti all'emergenza».

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