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Pescara, 18/06/2026
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Data: 12/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Via al confronto per lo Statuto dei lavori. Sacconi: «Sì ai diritti universali, ma norme derogabili in base ad accordi tra le parti»

ROMA Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha inviato alle parti sociali la bozza dello Statuto dei lavori (sarà un disegno di legge dlega) che andrà a sostituire lo Statuto dei lavoratori, nato 40 anni fa. Il ministro chiede a sindacati e imprese un "avviso comune" che successivamente sarà presentato al governo i quindi in Parlamento. La bozza consiste in due parti: la prima contenente i diritti universali e non derogabili; la seconda recepirà gli accordi che saranno raggiunti tra le parti e riguardanti le diverse situazioni di settore, di fabbrica, di territorio. Una riforma a costo zero che ridurrà del 50% gli atti normativi sulla regolazione dei rapporti di lavoro che oggi sono oltre 15.000. «Lo Statuto - ha spiegato Sacconi - si rivolge anche ai contratti a progetto in mono-committenza sostanziale, cioè quando di fatto il lavoratore dipende da un solo committente ed è come fosse un subordinato».
Sulla delicata questione dell'articolo 18, il ministro del Welfare, ha precisato che a decidere saranno le parti: «Noi non modifichiamo niente, sono le parti sociali che decidono su questi temi. Non è una fuga dalle responsabilità, ma una scelta politica, direi premiale nei confronti delle stesse parti sociali che hanno dimostrato di saper decidere e di saper fare accordi».

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