ROMA Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha inviato alle parti sociali la bozza dello Statuto dei lavori (sarà un disegno di legge dlega) che andrà a sostituire lo Statuto dei lavoratori, nato 40 anni fa. Il ministro chiede a sindacati e imprese un "avviso comune" che successivamente sarà presentato al governo i quindi in Parlamento. La bozza consiste in due parti: la prima contenente i diritti universali e non derogabili; la seconda recepirà gli accordi che saranno raggiunti tra le parti e riguardanti le diverse situazioni di settore, di fabbrica, di territorio. Una riforma a costo zero che ridurrà del 50% gli atti normativi sulla regolazione dei rapporti di lavoro che oggi sono oltre 15.000. «Lo Statuto - ha spiegato Sacconi - si rivolge anche ai contratti a progetto in mono-committenza sostanziale, cioè quando di fatto il lavoratore dipende da un solo committente ed è come fosse un subordinato».
Sulla delicata questione dell'articolo 18, il ministro del Welfare, ha precisato che a decidere saranno le parti: «Noi non modifichiamo niente, sono le parti sociali che decidono su questi temi. Non è una fuga dalle responsabilità, ma una scelta politica, direi premiale nei confronti delle stesse parti sociali che hanno dimostrato di saper decidere e di saper fare accordi».