Il servizio taxi di Pescara resta ai pescaresi. Le direttive contenute nella recente sentenza della Cassazione - decisione volta a liberalizzare il servizio nell'ottica di una maggior tutela del cliente - sono state recepite alla lettera nel regolamento varato ieri dal Consiglio comunale: su chiamata diretta, un tassista può prelevare e accompagnare un cliente ovunque egli desideri e in qualsiasi città. Sentenza che avvicina forse troppo la figura del tassista a quella dell'Ncc (auto a noleggio con conducente) libero di lavorare ovunque su richiesta. Nondimeno l'assessore Fiorilli e la commissione consiliare taxi, con il via libera dell'assise civica, hanno comunque confermato ieri il principio della territorialità modificando alcuni articoli del regolamento: in particolare quello in base al quale un tassista di fuori città dovrà dimostrare, in caso di controllo, d'aver attivato il tassametro al momento della chiamata. Situazioni che certo possono favorire la libera concorrenza e di cui ogni tassista è libero di approfittare, pescaresi compresi. Ma, in sostanza, il regolamento approvato ieri in aula con 31 voti a favore conferma che sulle nostre strade urbane sono autorizzati a prestare servizio solo tassisti pescaresi, cioè muniti di licenza rilasciata dal Comune di Pescara.
E' questo il passaggio chiave che sembrerebbe mettere la parola fine a una diatriba che si trascina da tempo tra pescaresi e chietini. Il condizionale è d'obbligo dal momento che ogni regolamento in quanto tale è modificabile: ma i tassisti del Cotape - che hanno seguito la seduta con trepidazione - avranno avuto motivo per brindare ovvero per tirare un sospiro di sollievo perché il consiglio comunale, con il documento approvato, ha fatto il possibile per tutelare la loro attività, la qual cosa non era scontata in partenza. Il dibattito ha registrato molti interventi e punti di vista anche diversi, sempre finalizzati però a un documento più equo. «Il regolamento si può ancora migliorare» ha dichiarato Adele Caroli «perché dobbiamo assicurare alla clientela il miglior servizio taxi possibile, senza legarci a partiti o a bandiere». Chiaro il riferimento ai sette tassisti pescaresi che in città operano sotto il marchio del consorzio teatino Cometa. Il regolamento approvato ieri consente loro di continuare a lavorare su Pescara, «sono pescaresi e con licenza del Comune pescarese» è stato ribadito. Potranno quindi occupare, come sempre, gli stalli del servizio taxi nei vari punti della città e rispondere alle chiamate alla "colonnina" della stazione ovvero prendere e lasciare passeggeri all'aeroporto. Non sono però autorizzati a ricevere chiamate su Pescara attraverso il numero di radiotaxi assegnato alla loro cooperativa, e questo è stato spiegato bene ieri in aula: «Può esserci un solo numero di radiotaxi riconosciuto in città», sarebbe a dire lo 085.35155 del Cotape. Tutto questo non per logica protezionistica, ma solo «perché i tassisti pescaresi del Cometa sono appena sette e non coprirebbero il servizio di radiotaxi che è esteso nelle 24 ore» ha spiegato il consigliere Antonio Blasioli, che insieme con i colleghi del Pd ha difeso il principio di territorialità caro al Cotape. Sono invece 33 i tassisti del consorzio pescarese, otto per turno, pronti a rispondere alla chiamata del radiotaxi a qualsiasi ora: una voce registrata mette in contatto diretto tassista e cliente. Impensabile, dicono, che al posto loro risponda la centrale del radiotaxi di un'altra città. In chiusura di seduta il Consiglio ha anche approvato il regolamento del mercato ittico.