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Pescara, 18/06/2026
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Data: 13/11/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
La legge di stabilità - Più soldi alle scuole non statali, meno al volontariato. E sui tagli Napolitano precisa: non ho detto di non farli, ma che bisogna stabilire delle priorità

ROMA Da ieri in commissione Bilancio della Camera si vota sul disegno di legge di stabilità (provvedimento che ha sostituito la vecchia Finanziaria) nella versione sostanzialmente modificata dal governo a seguito della presentazione del maxi-emendamento. Secondo il relatore Marco Milanese, che è anche consigliere del ministro Tremonti, l'esame, proseguito ieri in seduta notturna, potrebbe terminare entro questa mattina. Finora non ci sono state grosse sorprese: in una sola occasione il governo ha rischiato di andare sotto su una correzione peraltro marginale, ma poi la minaccia è rientrata.
L'esecutivo ha riformulato una parte dell'emendamento, quella relativa al fondo da 800 milioni destinato a finanziare varie esigenze per le quali gli stanziamenti si sarebbero esauriti a fine anno. Sono state quindi precisate le somme riservate alle diverse voci. In particolare alle scuole non statali andranno nel 2011 245 milioni, contro i 130 che erano stati assegnati nella corrispondente tabella per il 2010. Al contrario il meccanismo del cinque per mille, quello che permette ai contribuenti di finanziare con una quota della propria Irpef il volontariato o la ricerca, dovrebbe ricevere solo 100 milioni a fronte dei 400 stanziati lo scorso anno. In arrivo, poi, 25 milioni per le università non statali.
Per il settore dell'editoria arriverebbero invece complessivamente 130 milioni, di cui 30 sono destinati al credito d'imposta sulla carta.
Ma al di fuori della Camera molti guardano ad una voce che non ha trovato posto nella legge di stabilità: si tratta dell'agevolazione per le ristrutturazioni finalizzate al risparmio energetico, sotto forma di detrazione Irpef del 55 per cento. Il governo ha preso un mezzo impegno di inserire questa norma in un successivo provvedimento, il decreto cosiddetto "milleproroghe" di fine anno. Le associazioni ambientaliste ma anche le aziende del settore sono intenzionate a premere sul governo per una conferma della misura; si tratta comunque di un impegno oneroso per le casse dello Stato visto che il minor gettito è stimato in circa un miliardo.
Intanto ieri il capo dello Stato ha voluto precisare il senso delle sue parole a proposito dei tagli di spesa. La nota del Quirinale risponde direttamente alle parole di Gasparri, che aveva velatamente criticato Napolitano. «Diversamente da quanto affermato dal senatore Maurizio Gasparri, - si legge nella nota - il Presidente della Repubblica non ha mai sostenuto che "non bisogna fare tagli" alla spesa pubblica» Dal Colle si ricorda che «parlando a Padova giovedì all'assemblea Cuamm (Medici con l'Africa), nella quale era stato denunciato il mancato rispetto da parte dell'Italia di impegni assunti per l'aiuto allo sviluppo, il presidente Napolitano ha rilevato, come risulta dal testo del suo intervento, che "ormai c'è un vuoto di riflessione e di confronto sulla questione cruciale: quella delle scelte da compiere e delle priorità da osservare nella destinazione delle risorse pubbliche"». «Quello del Capo dello Stato - è la conclusione - è stato precisamente un invito, in termini generali e senza entrare nel merito della legge finanziaria in discussione in Parlamento».

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