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Data: 13/11/2010
Testata giornalistica: Il Centro
«Un solo processo per D'Alfonso». Procura e difesa chiedono la riunificazione di tutti i procedimenti

Ma il presidente del tribunale ha già detto no a discutere insieme tangenti e urbanistica

PESCARA. A un passo dalla prima sentenza a carico di Luciano D'Alfonso, la procura chiede la riunificazione dei procedimenti - due in udienza preliminare, il terzo in dibattimento - che riguardano l'ex sindaco di Pescara. Lo fa, a sorpresa, davanti al collegio del tribunale che si appresta ad aprire la discussione finale del processo per abuso patrimoniale legato all'assunzione da dirigente in Comune di Guido Dezio.
L'ASSOCIAZIONE E' l'associazione per delinquere - contestata nel procedimento su urbanistica e accordi di programma che tira in ballo D'Alfonso e altre 19 persone e in quello sulle presunte tangenti al Comune di Pescara che coinvolge l'ex sindaco più altri 25 - a spingere il pm Paolo Pompa a chiedere quella riunificazione invocata da tempo dalla difesa dell'ex leader regionale del Pd e finora negata.
Basti leggere il capo d'imputazione delle due inchieste: l'accusa di associazione per delinquere è la stessa e tira in mezzo D'Alfonso e Dezio parlando di «incarico fiduciario» e «concorso di comodo», frasi che richiamano l'accusa di abuso patrimoniale in discussione ieri in aula.
IL PRESIDENTE Non sorprende dunque che, dopo una breve camera di consiglio, il presidente del collegio Carmelo De Santis si faccia interprete della richiesta, condivisa da pm e difesa, congeli ogni decisione sul processo relativo al concorso Dezio e faccia mettere a verbale: «Su richiesta del pm, che segnala l'esistenza di un altro processo a carico di D'Alfonso per l'associazione per delinquere collegata soggettivamente e oggettivamente ai fatti per cui oggi è a processo, sospende allo stato ogni decisione e rinvia al 13 maggio alle 9,30».
Giorno in cui verrà raccolta la testimonianza dell'assessore regionale al bilancio Carlo Masci, all'epoca dei fatti consigliere comunale a Pescara e ieri assente giustificato per impegni personali, autore dell'esposto sulla posizione di Dezio alla Regione che nel 2007 fece scattare l'inchiesta.
Il RITO ABBREVIATO Perché il pm ha tirato fuori solo ora la questione della riunificazione? Perché tutti gli imputati del caso Dezio, compreso l'ex dirigente comunale, hanno scelto di essere processati con il rito abbreviato e dunque davanti al gup. Tutti tranne D'Alfonso, che ha optato per il rito ordinario ed è stato rinviato a giudizio. La commissione d'esame del concorso è stata assolta, Dezio condannato a quattro mesi. Sia la procura sia la difesa di Dezio hanno presentato appello.
La questione-riunificazione non è di facile soluzione. Come ha sottolineato ieri in aula lo stesso De Santis, il codice privilegia la separazione dei procedimenti per favorirne la speditezza.
Non solo, ma la norma vuole che la riunificazione dei processi avvenga quando quest'ultimi si trovano tutti allo stesso stato e grado. Non è questo il caso: l'urbanistica, dopo la prima udienza saltata per omessa notifica, scatterà solo l'11 gennaio 2011; l'udienza preliminare sulle presunte tangenti in Comune è invece quasi conclusa e dovrebbe tagliare il traguardo il 30 novembre, quando il gup Guido Campli deciderà sulle richieste di rinvio a giudizio già avanzate dal pm Gennaro Varone. De Santis ha fatto mettere a verbale che la difesa ritiene «utile e necessaria la valutazione complessiva di tutti i fatti in cui è coinvolta l'amministrazione D'Alfonso». E l'avvocato Milia ha rincarato la dose: «D'Alfonso ha diritto di essere processato per una sola cosa e non a pezzetti».
IL RITARDO DA COLMARE Per riunificare, è necessario che il procedimento più in ritardo di tutti, quello sull'urbanistica, si allinei agli altri due entro il 13 maggio. Questo significa imprimere una decisa accelerata all'udienza preliminare. Un paradosso, pensando che la stessa difesa fino a pochi mesi fa si lamentava del calendario ingolfato e delle udienze fissate a tamburo battente. E' invece proprio questa strada che può aiutare D'Alfonso a ottenere un unico processo, che a quel punto diventerebbe maxi. Un obiettivo che, se centrato, per la difesa equivarrebbe a un importante punto a favore.
IL NO DI CASSANO Ma qui sorge un altro problema da superare. La riunificazione dei procedimenti era stata posta dalla difesa anche prima che prendesse il via, il 27 ottobre scorso, l'udienza preliminare sull'urbanistica, quando chiese che venisse unificata a quella sulle tangenti, avviata lo scorso dicembre. Il presidente del tribunale Giuseppe Antonio Cassano ha risolto la questione lasciando indipendenti i due procedimenti e così l'urbanistica è stata assegnata al gup Gianluca Sarandrea. Può adesso tornare indietro sulle sue decisioni? In teoria sì. «Con la buona volontà di tutti e il consenso dei presidenti dei collegi si può fare», ipotizza la difesa di D'Alfonso. Per ora, De Santis ha aperto uno spiraglio.

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