Tira e molla, alla fine l'Udc l'ha spuntata: avrà l'assessorato che voleva, quello ai Lavori pubblici. Magari le deleghe non saranno le stesse gestite da Alfredo D'Ercole, che a gennaio era subentrato a Gianni Teodoro, ma di deleghe si parlerà nel dettaglio giovedì prossimo, quando tutto il centrodestra si riunirà per ufficializzare il rimpasto. Quel che conta è, comunque, l'accordo trovato ieri sera a tarda ora fra il sindaco Luigi Albore Mascia e il capogruppo dei centristi Vincenzo Dogali. L'incontro era il terzo della serie di quelli bilaterali, dopo il faccia a faccia con il Pdl e con Pescara Futura. Gli scenari disegnati fino a giovedì non erano esattamente idilliaci per il futuro della coalizione: le proposte iniziali del sindaco non garbavano punto a Dogali, il quale non aveva alcuna intenzione di entrare in Giunta con un assessore donna rilevando la Cultura: «Capirete, - aveva detto Dogali in mattinata - con l'arrivo di Giordano Bruno Guerri come consulente, l'assessorato alla Cultura non conta più niente, ammesso che contasse qualcosa prima». Il piano di Mascia, definito dopo i due incontri precedenti con Pdl e Pescara Futura, era quello di sostituire Alfredo D'Ercole ai Lavori pubblici con un uomo di Pescara Futura e concedere all'Udc la Cultura togliendola ad Elena Seller (in quota Pescara Futura, ma esterna). In tal modo, il sindaco era sicuro di accontentare tutti o meglio di non scontentare nessuno. E ieri sera ha provato a riproporre lo schema al capogruppo dei centristi che ha risposto picche finché non si è arrivati a una sintesi che dovrebbe mettere tutti d'accordo. Un'intesa fruttuosa per Mascia che si limiterà a un rimpastino, muovendo una sola pedina, e pazienza se il Pdl deve rinunciare a un assessore come era già stato messo in conto, va bene all'Udc che entra in Giunta dalla porta principale e non solo per fare numero. Potrebbe storcere il naso Carlo Masci perché Pescara Futura non guadagna un assessorato pesante al posto della Cultura depotenziata, ma alla fine, nel quadro dell'equilibrio complessivo della coalizione quella trovata ieri sembra la definizione migliore per uscire dall'impasse. Del resto, Mascia non poteva rischiare di ritrovarsi contro l'Udc nei prossimi momenti cruciali: alle porte c'è l'assestamento di bilancio... Sul fronte opposto, intanto, si sta concretizzando l'accordo TeoDem con il clamoroso passaggio di Pignoli al Pd, che quindi passa a 11 consiglieri.