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Pescara, 20/06/2026
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14/11/2010
Il Messaggero
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Finiani-pidiellini, a Teramo il primo scontro in diretta tv. Nasuti e Rabbuffo da una parte, Di Stefano e Tancredi dall'altra: stilettate, sorrisi a denti stretti e alla fine un freddo buonismo |
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TERAMO - È andato in scena in uno studio tv il primo incontro-scontro di un certo livello tra la neonata formazione dei Futuristi finiani del Fli e i vertici del Pdl abruzzese: da una parte il tandem Nasuti-Rabbuffo, dall'altre quello Di Stefano-Tancredi. Luogo del match: gli studi televisivi di Teleponte, popolare emittente teramano. Non sono mancati, soprattutto all'inizio, tackle e interventi duri "in scivolata", a far male, con il vice coordinatore regionale Pdl che polemicamente ha definito il neo-coordinatore regionale di Fli, Daniele Toto, «uno che cambia partito quando vuole, tanto non ha un elettorato alle spalle». Gli risponde per le rime Nasuti: «Negli anni sono andate perse le sezioni, le vere palestre di dialettica politica: nel Pdl si diventa nominati in automatico». La cenere cova sotto i riflettori dello studio da entrambe le parti, l'aria si taglia a fette, anche se da politici navigati i quattro chiuderanno, alla fine, il primo scontro all'insegna del buonismo, si chiameranno affettuosamente per nome, con il Fli che ripete che non farà mancare il suo appoggio "esterno" al governatore Chiodi, rinunciando alla richiesta di assessorati ma ribadendo però la volontà di stabilire «un tavolo permanente in cui si parli di politica». Sorrisi a dentri stretti, freddezza oltre le parole concilianti. Nel corso del confronto si sono ripercorse le tappe nazionali di una crisi che sta lacerando il Pdl, con un occhio all'Abruzzo. Rabbuffo abbozza un «potremmo lavorare accanto al Pdl ma non nel Pdl». E ancora: anche se i Futuristi «porteranno avanti il programma di Chiodi» non ne condividono il silenzio sul Piano sanitario, e rivendicano più partecipazione. Anzi, Rabbuffo pretende di essere sentito nella prossima nomina del manager Asl a Teramo, in caso contrario si dice pronto a puntare i piedi. Tancredi e Di Stefano ribadiscono più volte di essere pronti a tornare alle urne per una sorta di malcelato "redde rationem", invece dall'altra parte, in linea con Roma e Bastia Umbra, la spina non la si vuole staccare, e il tentennamento dei Futuristi tra strappo e traccheggiamento porta il confronto su una linea di attesa. «Non possiamo pensare di andare avanti senza Berlusconi -chiosa Tancredi- , c'è un paese da tutelare». «Non mettiamo veti al premier -è la risposta composta di Nasuti- , ma chiediamo un nuovo rilancio dell'azione governo». Traspare dai rappresentanti dei Futuristi un momentaneo equilibrismo tra la voglia di un attacco frontale al Pdl e lo stand by imposto da Fini. Ne vien fuori un dibattito che sembra un elastico, tra accuse e riavvicinamenti. Poi, come detto, alla fine, il "volemose bene". Ma si capisce che l'aria resta tesa.
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