Ultime novità dal fronte filovia. Sembra non aver fine la guerra di esposti fra i cittadini che vogliono difendere la Strada Parco e la Gtm e, l'ultimo, in particolare, riguarda l'adeguamento dell'opera alle norme di sicurezza. Secondo l'associazione Marelibero, che ieri ha indetto una conferenza stampa, questo documento non c'è e, per questo, circa venti giorni fa hanno inoltrato un esposto, molto tecnico, alla Procura di Pescara. "Man mano che acquisiamo informazioni ci convinciamo sempre di più che il progetto esecutivo, che non abbiamo mai potuto visionare, sia impresentabile - spiega Loredana Di Paola, dell'associazione Marelibero -. Prima di tutto perché non conforme alle norme di sicurezza e alle prescrizioni che, nell'aprile del 2007, il Ministero dei Trasporti aveva dettato alla Regione e alla Gtm". Nel documento, infatti, è scritto che il parere tecnico preliminare favorevole verrà dato solo subordinatamente alle osservazioni e prescrizioni di sicurezza, a seguito di accorgimenti idonei in modo che l'attraversamento pedonale sia consentito solo se regolato da protezioni e cordoli laterali. "Risulta quindi vietato quell'uso promiscuo della Strada Parco che il Presidente Russo continua a propagandare", aggiungono Guya Marconi, Marelibero, e Murizio Biondi, del comitato. "A questo proposito - continuano - ci risulta mancante anche il Nulla Osta preliminare sulla Sicurezza, peraltro necessario per l'avvio dei lavori".
Ma non è tutto. Perché alla Strada Parco, secondo l'associazione, mancherebbero proprio i numeri per ospitare Filò o, meglio, le misure. "Sempre nel 2007 - racconta Biondi - il Comune di Pescara ha rilevato delle criticità riguardo l'idoneità del tracciato e, in particolare, sulle dimensioni dei marciapiedi lato mare". Attualmente, infatti, la loro larghezza è ben inferiore al metro e mezzo previsto dalla legge e, quindi, per regolarizzarli, bisognerebbe o procedere con degli espropri, eventualità molto remota se si pensa che la filovia dovrebbe essere pronta già nel 2012, o ristringendo ulteriormente la corsia della Strada Parco che, già così, è appena sufficiente a consentire il passaggio del mezzo. "L'unica soluzione prospettata dai tecnici - dicono - è quella di inibire l'uso del marciapiede stesso e costringere il pedone ad utilizzare il marciapiede lato monte. Nel caso, poi, degli ingressi delle abitazioni poste sul tracciato, come faranno i residenti ad uscire di casa, se non hanno ingressi alternativi?". Sempre per ragioni di sicurezza bisognerebbe trovare delle soluzioni, come barriere di protezione e minisemafori, che sicuramente stravolgerebbero il volto della Strada Parco. "Lo scenario che si sta prospettando - concludono - prende sempre più le sembianze di una gabbia e di un percorso ad ostacoli che non può garantire la sicurezza delle varie tipologie di utenti che oggi fruiscono della Strada Parco e che, di fatto, ne impedirà l'utilizzo anche parziale".